Ultimamente, nella comunità scientifica in molti si stanno ponendo un inquietante dubbio. Pare infatti che vi sia la possibilità che He Jiankui, il ricercatore che ha manipolato il Dna di due embrioni umani per eliminare un gene e renderle immuni all’Hiv, potesse avere l’intenzione di portare a termine una sperimentazione ancora più audace e ampia. Il gene che è stato tolto dal Dna delle due bambine, infatti risulta avere un ruolo molto importante anche a livello cerebrale. Pare, infatti, che l’assenza del gene protagonista nelle due gemelle possa garantire loro superiori capacità intellettive.

Un gene in meno, capacità in più?

Il gene è il Ccr5: secondo recenti studi, la sua assenza non solo permetterebbe al corpo di rivelarsi resistente al Virus Hiv, ma garantirebbe una maggiore preservazione delle connessioni cerebrali.

Questo, almeno, è quanto si è verificato negli esperimenti effettuati sui topi: le aree del cervello, in assenza di gene Ccr5, comunicherebbero meglio. 

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Immagine di repertorio

Il caso delle gemelle dal Dna modificato

Alcino Silva e Miou Zhou, della UCLA (University of California-Los Angeles) aveva infatti scoperto nel 2016 che l’assenza del gene rendeva i topi più intelligenti. Una recentissima ricerca di Thomas Carmichael, della UCLA ha fatto un ulteriore passo avanti scoprendo che silenziare il gene dava possibilità di guarigioni maggiori e già efficaci a chi aveva subito una lesione cerebrale come nel caso di un ictus.

mano bambino
immagine di repertorio

Il dubbio che si pone chi sta seguendo la crescita delle bambine (che ovviamente, dal punto di vista medico-scientifico, non sono state lasciate a se stesse) è che la loro manipolazione genetica fosse finalizzata alla creazione di essere geneticamente superiori, più resistenti. Se così fosse, le implicazioni etiche sarebbero ancora più complesse e gravi di quanto finora previsto e preventivato. interrogato sulla questione, il ricercatore He Jiankui ha comunque smentito di aver voluto creare qualcosa che fosse diverso dall’organismo resistente all’HIV.