al bano

Dove eravamo rimasti? Dopo essere stato inserito dall’Ucraina nella lista nera che annovera le potenziali minacce alla Nazione, Al Bano era stato invitato dall’ambasciatore ucraino, con l’intento di spiegare al cantante le motivazioni di questa scelta.

L’artista sembrava essere disposto al dialogo. Ma ora, pare deciso a chiedere un risarcimento. E non solo, il Leone di Cellino San Marco condanna anche l’ironia scaturita dall’episodio che qualche giorno dopo ha visto coinvolto anche Toto Cutugno.

Richiesta di risarcimento

Senza dubbio l’inserimento di Al Bano all’interno della black list ucraina è una notizia che sta generando forte clamore. Dopo l’incredulità, però subentrano le dolenti note. E adesso Carrisi, dopo aver commentato la cosa dichiarandosi pacifista, parla direttamente attraverso il suo legale.

il cantante al bano carrisi
Foto: Ansa

L’avvocato del cantante, Cristiano Magaletti, si dice pronto a procedere per una richiesta di risarcimento, incentivando anche l’intervento del Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, puntando dritto alla Corte Europea. Così l’avvocato propone di “intervenire immediatamente per vie diplomatiche, tramite l’ambasciatore ucraino, per ottenere l’immediata cancellazione del nome dell’artista dalla black list“.

Una cosa seria

Il cantante conferisce tale serietà alla faccenda che non solo esige il risarcimento, ma riferisce anche di essere intenzionato a devolverlo interamente ad un ente benefico ucraino.

Al Bano ospite a Live-Non è la D'Urso
Al Bano ospite di Barbara D’Urso

Non ci fermeremo andremo sino a Strasburgo perché questo può diventare un pericoloso precedente” prosegue l’avvocato Magaletti.Al Bano è cittadino del mondo e amico di tutti, deve essere libero di andare in Ucraina; chiediamo al nostro governo di intervenire immediatamente perché hanno ingiustamente attaccato il simbolo della canzone italiana“. Infine aggiunge: “Questa vicenda non deve essere trattata con superficialità e ironia, ma va dibattuta con la rabbia di chi si trova a subire un’enorme ingiustizia“.