marco biagi

Di Marco Biagi molti ricordano che fu colui che diede il nome alla nota (e non priva di polemiche) legge sulla flessibilità del lavoro, e che fu ucciso il 19 marzo 2002 da un commando delle brigate rosse. Di lui si conosce meno la vita privata e il fatto che fosse il padre di due ragazzi. Uno di questi ha desiderato festeggiare l’anniversario della sua morte, avvenuta il giorno della festa del papà, raccontando cosa ricorda del giorno più tragico della vita della sua famiglia.

Il ricordo di un figlio

Lorenzo Biagi nel 2002 aveva 13 anni: quel giorno se lo ricorda bene perché la giornata iniziò con suo padre e finì con suo padre, in un certo senso.

I suoi ricordi sono affidati a un suo articolo su Il Resto del Carlino: “Ero da poco tornato a casa dopo aver passato una bellissima giornata in gita di classe a Mantova. La mattina stessa era stato proprio mio babbo, Marco Biagi, ad accompagnarmi in macchina presso il punto di ritrovo sui viali qui a Bologna”. Era il giorno della festa del papà e Lorenzo avrebbe desiderato festeggiare con il suo papà, una volta tornato a casa: “Gli dissi di tornare presto a casa la sera perché lo volevo festeggiare insieme a mio fratello Francesco e a mia mamma Marina, visto che era la festa del papà”.

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La bicicletta di Marco Biagi appoggiata al muro, subito dopo l’omicidio

Niente di tutto questo sarebbe accaduto: la sera del 19 marzo un commando di terroristi avrebbe sparato al padre sotto casa: di quel momento rimane impressa l’immagine della sua bicicletta, che aveva appoggiato al muro per poter prendere le chiavi ed aprire la porta.

Ucciso davanti a casa

La notizia arrivò da un vicino, anche se non fu subito chiaro che ad essere ucciso era stato proprio Marco Biagi: “Verso le 20 vidi mia madre scendere di corsa le scale di casa urlandomi di rimanere in camera mia, perché avevano ucciso qualcuno sotto casa”. Poco dopo, scese anche il fratello maggiore di Lorenzo: “Fu in quel momento che mi affacciai alla finestra della mia camera che dà sul cortiletto interno del condominio e da cui si vede il portone.

Alzai lo sguardo al cielo ma lo riabbassai immediatamente perché vidi mio fratello che portava nel cortiletto la bici del babbo e a quel punto capii che la persona che era stata uccisa era il babbo”.

marco biagi
Marco Biagi

Quella sera, racconta che non ci fu spazio per le lacrime: la casa si riempì di gente, lo shock era tale da bloccare il pianto. Per tutti era morto marco Biagi, ma per Lorenzo era morto un papà. il suo papà. A spiegarlo è proprio lui: “Sì, è vero, Marco Biagi era un noto giuslavorista di fama internazionale che contribuì anche alla stesura del famoso Libro Bianco del mercato del lavoro, ma per me era e sarà sempre solo e unicamente il babbo, che più vado avanti con la vita più mi manca tremendamente”.