Omicidio Pamela: le parole di Oseghale

Ieri, l’udienza per il processo per l’omicidio di Pamela Mastropietro è stata particolarmente difficile e sofferta. In aula sono avvenute le deposizioni dei consulenti medici, ovvero coloro che hanno avuto l’arduo e doloroso compito di analizzare il corpo di Pamela: o, meglio, quello che ne era rimasto. Quando il corpo di Pamela è stato ritrovato si trovava infatti contenuto in due trolley, fatto a pezzi e completamente lavato con la varechina, nel tentativo di non lasciare tracce.

Immagini strazianti ed esplicite

Scoprire nello specifico cosa era successo alla loro figlia e vedere le immagini del suo corpo martoriato ha sconvolto tragicamente i genitori di Pamela, che sono stati costretti a vedere la loro figlia come solo nei peggiori incubi di un genitore può apparire.

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L’udienza si è tenuta a porte chiuse: le immagini erano troppo forti, è stato ritenuto lecito permettere solo alla famiglia ed alla stampa di essere presenti. 

Non fu overdose

A parlare in aula sono stati il medico legale e il tossicologo che ha analizzato i tessuti, il professor Rino Froldi. Quest’ultimo è arrivato a capo dell’esclusione dell’overdose tra le cause della morte, in quanto avrebbe rilevato la presenza di morfina nell’umor vitreo e nel fegato, segno che non si sarebbe scatenato un processo di overdose.

 

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Innocent Oseghale

Dal professor Tombolini, patologo, arrivano invece le dichiarazioni relative al lavaggio del corpo: ha quantificato in almeno 5 i litri di varechina utilizzati per lavare il corpo, tanto che quando le valigie sono state aperte sarebbe uscito un odore così forte “da sembrare di essere in piscina”. Un lavoro ben fatto, quando circa 3-4 ore: “È stato svolto un lavaggio accurato volto a cancellare qualsiasi traccia di contatto fisico con la deceduta”.

Un corpo distrutto con “raffinatezza”

Agghiacciante il racconto delle condizioni del corpo: “Arti superiori depezzati al livello delle spalle e poi dei gomiti. Arti inferiori disprezzati all’altezza del bacino. I femori erano scheletrizzati, privati quindi dei tessuti molli. Si constatava anche una agopuntura all’altezza del polso della mano sinistra. Una agopuntura praticata quando la giovane era in vita in quanto si è ravvisata un’infiltrazione ematica che evidenzia come sia stata bucata la vena sottostante. La giovane si è quindi iniettata endovena una sostanza estranea” Come era già emerso in precedenza, si parla di un “lavoro fatto in maniera estremamente intelligente e la procedura di levatura è estremamente accurata.

C’è una logica ‘raffinata’ dietro a tutto questo”. 

pamela mastropietro
Pamela Mastropietro

Vedere le immagini delle braccia, delle gambe e dei tessuti di Pamela, estratti da sacchetti di plastica azzurri e privati di muscoli e viscere, ha provato fortemente i genitori della ragazza, presenti in aula. Per tutto il tempo la madre ha comunque guardato le immagini di ciò che rimaneva di sua figlia, finché non è stata proiettata l’immagine della testa della ragazza: lì la donna è crollata, coprendosi gli occhi, scioccata da quanto stava guardando.

Pietrificato anche il padre della ragazza, Stefano Mastropietro. Sulla questione è intervenuto l’avvocato Marco Valerio Verni, zio di Pamela e legale di famiglia, parlando a Il Resto del Carlino: “Sapevano come si sarebbe svolta l’udienza. Ora bisogna fare un plauso ai genitori, che hanno mostrato dignità e compostezza senza eguali. Le foto sono diaboliche, ma per i genitori è una missione far capire alla gente che quanto fatto a Pamela è qualcosa di unico, una nuova criminalità sulla quale il Parlamento dovrebbe legiferare”.