carcere rebibbia

Alice Sebesta è la donna che, lo scorso 18 settembre, uccise entrambi i suoi figli buttandoli giù per le scale del carcere di Rebibbia. Il figlio minore (Faith, 6 mesi) morì sul colpo mentre il figlio maggiore (Divine, 1 anno e mezzo) morì in ospedale poco dopo. La donna era in carcere nell’attesa di un processo per traffico internazionale di stupefacenti ed ora, invece, sarà scarcerata. Il motivo è di tipo medico: la detenuta è stata ritenuta “non imputabile” perché una perizia psichiatrica avrebbe riconosciuto la sua totale incapacità di intendere e di volere e la conseguente necessità di essere sottoposta a cure in un istituto specializzato.

A raccontarlo è La Repubblica nel numero di oggi.

carcere madre rebibbia
Immagine di repertorio

Incapace di intendere, capace di volere

La decisione sarebbe stata presa dal Gup Emanuela Aturra: nel corso del processo per cui era stata detenuta in prima battuta è stata effettuata una perizia psichiatrica (commissionata allo psichiatra Fabrizio becher) secondo la quale la donna sia al contempo munita di una “capacità di volere sufficiente”  e di una “totale incapacità di intendere”. Ciò porterebbe alla conclusione che la donna sia nella situazione clinica di necessitare cure immediate e che debba essere trasferita in una REMS (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) appena vi sarà posto in una struttura.

Indagata anche la psichiatra

Alice Sebesta sarebbe quindi coinvolta in due rami processuali: il primo è quello per la detenzione di 10 chili di marjuana trovati nella sua macchina, in zona Triburtina. Il secondo è il duplice omicidio dei suoi figli: questo procedimento potrebbe essere archiviato per via della perizia. La situazione peggiora invece per una psichiatra dell’Asl, riporta Repubblica, che nonostante fosse di servizio in carcere non avrebbe mai visitato la donna e adesso risulterebbe indagata per omissione di atti d’ufficio.

carcere immagine repertorio
carcere immagine repertorio (Fonte: Flickr)