Glia accordi bilaterali sono stati firmati dal presidente Giuseppe Conte e dal presidente Xi Jinping a Palazzo Madama. Sul piatto un memorandum da 20 miliardi di euro, con 29 accordi siglati rispetto agli iniziali 50 previsti. Una decurtazione quindi, ma la partnership tra le aziende italiane e il “dragone” cinese ne esce comunque rafforzata, nonostante le resistenze e i dubbi sull’intesa.

Cina e Italia più vicine, Conte e Xi firmano il memorandum

Alla fine è arrivato il giorno di apporre le firme sul controverso memorandum tra Italia e Cina, anche se molte perplessità rimangono. Sono 29 gli accordi siglati, che coinvolgono aziende italiane dall’Eni al settore ortofrutticolo del Meridione. Via alle arance del Sud Italia in Cina, ma questa è la fetta minore della torta: 10 colossi italiani firmano per una maggiore penetrazione nel mercato cinese, soprattutto per quanto riguarda infrastrutture, energia e manifattura.

L’Eni punta ai giacimenti offshore, mentre Snam, Atlantia e Ansaldo hanno messo i loro investimenti nel Fondo per la Via della Seta. Coinvolte nella partnership anche Pirelli, Intesa San Paolo, Unicredit, Saipem, Trenitalia. La Cassa Depositi e Prestiti, invece, ha sottoscritto l’accordo per introdurre i Panda Bond insieme alla Bank of China, il terzo Stato ad averlo fatto dopo Polonia e Filippine. Si tratta di obbligazioni sottoscritte da investitori istituzionali cinesi per finanziare le aziende italiane che operano nel Paese asiatico.

Salvini rimane dubbioso: “Non mi dicano che c’è libero mercato”

La reazione della Lega non è stata molto calda, tanto che il ministro degli Interni Matteo Salvini ha espresso dubbi sul memorandum. Al Forum di Confcommercio a Cernobbio ha dichiarato: “Non mi si dica che la Cina è un paese con il libero mercato. Noi vogliamo essere assolutamente cauti quando c’è in ballo la sicurezza nazionale“.

Il ministro Salvini in Basilicata per la campagna elettorale. Foto: Twitter
Il ministro Salvini in Basilicata per la campagna elettorale. Foto: Twitter

Irritati anche i partner europei, che per una volta sono sulla stessa linea di Salvini: la Francia ha attaccato il comportamento ritenuto “naive” dell’Italia. Macron ha fatto sapere che “il tempo dell’ingenuità europea è finito“, dato che la Cina è un “rivale sistemico” oltre ad un partner commerciale. Più tiepida la Merkel, che ha semplicemente fatto osservare come sarebbe stato meglio un confronto a livello europeo con la Cina.

I tre giorni di Xi Jinping in Italia

Il presidente cinese è stato accolto da Sergio Mattarella, che ha avuto un ruolo fondamentale in questa due giorni di visita di Stato, con ricevimento al Quirinale dove hanno partecipato 169 ospiti. Il Presidente della Repubblica ha invitato la controparte cinese ad un “confronto costruttivo” per quanto riguarda i diritti civili, tasto dolente in Cina, dove la repressione delle minoranze uiguri, l’occupazione del Tibet e l’imprigionamento di dissidenti nei campi di rieducazione sono argomenti scottanti. Mattarella ha inoltre ricordato l’inquadramento dell’Italia all’interno dell’alleanza atlantica ed europea, sottolineando che i vantaggi dell’accordo sulla Via della Seta devono essere equamente divisi tra i due Paesi.


Il presidente della Repubblica Popolare Cinese ha messo l’Italia come prima tappa del suo viaggio in Europa. Nel Belpaese il presidente Xi è rimasto per tre giorni, di cui due a Roma per la visita di Stato e uno a Palermo, dove si recherà nel pomeriggio, per una visita privata.