L'appelo di Paolo Palumbo, chef 21enne malato di Sla

Paolo Palumbo è uno chef di Oristano, ha 21 anni ed è affetto dalla Sclerosi laterale amiotrofica (Sla): quando i medici hanno scoperto che era malato aveva 17 anni ed è diventato il più giovane malato di Sla d’Italia. Sul suo profilo Facebook, il 21enne ha pubblicato un video in cui lancia un appello alle istituzioni affinché si investano i 5 milioni di euro necessari a far approdare in Italia una cura scoperta negli Stati Uniti, chiamata Brainstorm.

L’appello di Paolo Palumbo

Nel suo appello, Paolo Palumbo si scaglia duramente contro l’inerzia delle istituzioni. Paolo ha scoperto la sua malattia quando il suo braccio destro ha smesso di muoversi.

La paralisi dovuta alla Sla ha lentamente colpito tutto il suo corpo e adesso è completamente immobilizzato. La sclerosi laterale amiotrofica è una malattia neurodegenerativa che porta alla paralisi totale e, secondo uno studio coordinato dall’ospedale Molinette di Torino, nel 2040 potrebbe contare un numero di casi superiore del 32% rispetto a quello attuale. Attraverso un comunicatore oculare che gli permette di esprimersi, Paolo Palumbo si è rivolto direttamente al Ministro Di Maio, al Ministro Salvini e al Presidente Mattarella. Paolo si definisce “un ragazzo arrabbiato“. Le sue parole sono colme di rabbia e disperazione: “La Sla non è l’unica malattia contro cui combatto, perché in questo lungo periodo mi sono ammalto di nuovo, mi sono ammalato nello spirito ogni volta che una promessa fatta non è stata mantenuta e me ne sono state fatte a decine, così come sono state fatte ai disabili che ingenuamente hanno dato credito alle bugie dei politici.

Viviamo nel Paese delle false promesse, un bel luogo dove crescere i propri figli“.

L'appelo di Paolo Palumbo, chef 21enne malato di Sla
Paolo Palumbo. Foto: Facebook Paolo Palumbo – Finalmente Abili

Paolo Palumbo avrebbe potuto curarsi, ma ha rinunciato, in nome di tutti i malati che non ne hanno la possibilità: “Nel 2017, ho avuto l’onore di incontrare Barack Obama che mi ha offerto di andare a curarmi in America, ma ho rifiutato il suo invito perché non volevo lasciare sole le persone come me, perché nella malattia la priorità non ce l’ha una persona, ma ce l’hanno tutti i malati.

In America esiste una nuova e costosissima terapia sperimentale per la Sla, di nome Brainstorm, che per alcune persone è una priorità. E dov’è lo Stato quando si parla di priorità? Lo stesso Stato che dovrebbe prendersi cura di me, che ha il dovere di farmi affrontare con dignità la mia malattia, che ha il dovere di rendere le cure accessibili a tutti?“. La cura di cui parla lo chef 21enne potrebbe arrivare nella Penisola se le istituzioni si mobilitassero per farla approdare qui: “Per portare Brainstorm in Italia basterebbe un investimento di 5 milioni di euro, nulla in confronto ai soldi che vengono buttati negli stipendi d’oro e nelle opere lasciate a metà. Eppure, per aver accesso a quella malattia un malato deve sborsare mezzo milione di euro, volare negli Stati Uniti o in Israele, affrontare un viaggio insostenibile per le sue condizioni“.

L’affondo alle istituzioni

Poi, Paolo Palumbo si è rivolto direttamente al Ministro Di Maio: “Ministro Di Maio, quando è stato ospite alla trasmissione di Massimo Giletti le è stata fatta una domanda sugli investimenti che il governo avrebbe dovuto destinare alla ricerca sulla Sla: ha assicurato un intervento imminente per la ricerca scientifica su questa atroce malattia. Bene: quale ricerca state finanziando? Dove sono i risultati concreti? Dove sono gli impegni presi durante le campagne elettorali? Io non sto vedendo nessun cambiamento nella mia vita, nessuna speranza, nessuna rassicurazione, non vedo niente nel mio futuro, come centinania di migliaia di altre persone“.

L'appelo di Paolo Palumbo, chef 21enne malato di Sla
Paolo Palumbo insieme al fratello Rosario. Foto: Facebook Paolo Palumbo – Finalmente Abili

Poi, arriva il duro affondo a tutti i politici: “A che punto sarebbe la ricerca se domani la Sla venisse diagnosticata a una persona influente, come il ministro Salvini, il premier Conte il Presidente Mattarella, lo stesso Ministro Di Maio o ad un loro parente? Scommetto che già domani farebbe passi da gigante. Lo volete capire che ogni giorno per colpa della vostra negligenza vi macchiate le mani?! Ripeto la domanda: dov’è lo Stato? (..) Qualunque cosa accadrà a me o agli altri malati di Sla sarà colpa di chi non avrà fatto bene il suo dovere quando era il momento. Mi rivolgo a tutti coloro che mi seguono, alle persone del mondo dello spettacolo e dello sport: diffondete il mio messaggio perché le malattie non fanno distinzione di ceto sociale, aiutatemi e investirete sul vostro futuro e su quello dei vostri figli. (..) Chi non sostiene questa battagli in favore dei disabili sarà complice. Mettetevi una mano sulla coscienza sempre che ne abbiate una“.

L’appello a Mattarella del fratello di Paolo Palumbo

Anche il fratello di Paolo Palumbo, Rosario, ha rivolto un appello nello stesso video indirizzato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lui che aveva aiutato suo fratello a seguire il sogno di cucinare prestandogli le sue mani, le sue braccia, mentre Paolo gli dettava i movimenti da eseguire per cucinare le ricette, ha parlato a cuore aperto al Presidente ricordandogli il dolore che Sergio Mattarella ha sofferto quando ha perso suo fratello Piersanti, ucciso in un attentato attribuito alla mafia ma dietro al quale potrebbero esserci anche i Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari), un gruppo di estrema destra connivente con i servizi segreti. Insieme a Paolo e allo chef Luigi Pomata, Rosario ha costruito un libro di ricette Sapori a Colori pensato proprio per tutte le persone malate che non possono deglutire. Le parole di Rosario vanno dritte al punto: “Rivolgo il mio appello direttamente a lei, perché lei sa perfettamente cosa significa perdere un fratello. Ebbene, io mio fratello non lo voglio perdere. Presidente, lo Stato non è stato capace di tutelare la vita di suo fratello e lei non può permettere che la stessa cosa succeda a me e a tutti gli altri familiari di persone affette da una disabilità. La differenza tra me e lei però è che per la morte di suo fratello ci sono persone che la stanno pagando cara (per l’omicidio di Piersanti Mattarella furono condannati all’ergastolo i boss di Cosanostra Michele Greco, Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Francesco Madonia, Giuseppe Calò, Bernardo Brusca e Nenè Geraci, ndr), per mio fratello nessuno pagherà perché l’unico responsabile è uno Stato che preferisce voltarsi dall’altra parte“.