carabiniere della scientifica fotografato di spalle

Non ci sono testimoni oculari né telecamere di videosorveglianza nelle vicinanze che permettano di rivedere quei drammatici momenti in cui due ragazzini, due fratelli di 11 e 14 anni, sono precipitati giù dall’ottavo piano di una palazzina in via Quirino Marzio, a Bologna. Secondo quanto emerso dalle testimonianze raccolte, ci sarebbe dubbi sul momento della caduta – per molti distinto i due tempi diversi – e sul luogo, in cadaveri dei due ragazzini sono stati trovati ad una distanza “sospetta” l’uno dall’altro ma quanto è stato possibile ipotizzare non è altro che una congettura destinata a essere fine a sé stessa.

I due figli adolescenti precipitano dall’ottavo piano

È immenso il dolore di un padre e una madre che nello stesso momento perdono due figli, tragicamente precipitati dal palazzo in cui abitavano. Per questo i genitori di Benjamin e David Nathan , dopo aver risposto alle domande degli inquirenti, hanno voluto chiudersi nel silenzio del lutto, senza più aprire le porte della loro casa a nessuno. Lontano dalla casa in cui Benjamin e David Nathan sono cresciuti, ci sono inquirenti, medici legali e investigatori che cercano di ricostruire, per quanto possibile, i pochi attimi precedenti alla caduta nel vuoto, un precipitare per 25m che tutt’ora si trascina dietro dei dubbi.

ambulanza e macchina dei carabinieri vicino
*immagini di repertorio

La punizione, poi la caduta

Sotto la lente degli investigatori c’è tutto: il padre che aveva rimproverato i due figli pochi minuti prima per non aver riportato a casa tutto il resto dovutogli dalla spesa; il possibile tentativo di scavalcare il balcone per uscire nonostante il padre li avesse chiusi in casa per castigo; il semplice gioco tra fratelli sfociato in tragedia. C’era solamente il papà 43enne, Nathan Heitz Chabwore, in casa al momento della caduta: l’uomo, che aveva precedentemente messo in punizione i figli, si trovava sotto la doccia al momento della tragedia.

Descritto come padre premuroso da molti vicini e dalla moglie, c’è anche chi cita vecchi precedenti in cui l’uomo si sarebbe già mostrato duro nei confronti dei figli, facendo presente un episodio passato in cui l’uomo li aveva chiusi in bagno, un altro castigo, finito con l’intervento dei Vigili del Fuoco.

I dubbi sulla caduta: il doppio tempo

Viene difficile ricostruire cosa può essere accaduto ai due ragazzini, precipitati dalla finestra della loro casa. A gettare anche più dubbi sul fatto ci sono i rilievi fatti sul luogo dalla scientifica e le testimonianze dei vicini di casa.

Come già detto, tempo e spazio sono due discriminanti che danno adito a plurime ipotesi. I due corpi infatti, come riportato da Il Corriere della Sera, sono stati rivenuti a 6/7 metri di distanza l’uno dall’altro. Molti testimoni che hanno voluto rilasciare la propria deposizione ai Carabinieri, parlano di due diversi “tonfi“, come se i due fratellini fossero caduti in due momenti diversi. Una vicina di casa avrebbe parlato di uno scarto mezzo minuto tra una caduta e l’altra; un altro passante, dichiara di aver sentito le due cadute a distanza di almeno 5 secondi l’una dall’altra.

Dichiarazioni che fanno pensare a due cadute diverse, una precedente e una seguente.

ambulanza
*immagine di repertorio

La disgrazia di un gioco finito male

Per quanto permangano le domande e un interrogativo su tutti che verte su cosa sia effettivamente accaduto, non ci sono motivi per sospettare o credere che non si sia trattato di una disgrazia. “Tenendo conto di tutte le testimonianze prevale la disgrazia“, ha ribadito l’investigatore attivo sul caso a Il Corriere della Sera. Su tutte predomina l’ipotesi che i due ragazzini stessero giocando, forse a cavalcioni l’uno sull’altro e che la caduta del primo sia stata trainante per il secondo, andando così a giustificare i due tempi.