duilio poggiolini ansa

Il Boss della a malasanità è stato assolto: cadono per Duilio Poggiolini le accuse di omicidio colposo plurimo nell’ambito del processo per lo scandalo del sangue infetto. Poggiolini era accusato insieme ad altri 8 imputati di aver causato la morte di diverse persone (e l’infezione di migliaia di altre) che avevano ricevuto trasfusioni di sangue non controllato e che per questo avevano contratto l’Aids o l’epatite C. I casi si erano verificati tra gli anni ’70 e gli anni ’80. L’assoluzione è stata emanata perché “il fatto non sussiste”. Il capo d’imputazione era “omicidio plurimo colposo”.

Fu uno dei volti di Mani Pulite

Negli anni ’90 Duilio Poggiolini (ormai molto anziano) era sorto agli onori della cronaca come uno dei volti chiave di Mani Pulite.

Appartenente alla loggia P2, era chiamato “Re Mida della Sanità” ed ha ricoperto la carica di Direttore del servizio farmaceutico del ministero della sanità.

Lo scandalo dei pazienti emofiliaci infettati aveva travolto 2500 persone e causato moltissime morti. Lo scandalo nasceva dal fatto che, con la compiacenza di alcuni uomini al potere, alcune case farmaceutiche avevano cominciato a gestire e vendere sangue infetto ed emoderivati (globuli rossi, piastrine, plasma, ecc) di persone non controllate.

Il sangue spesso era risultato contenente virus dell’HIV e dell’epatite C, in anni in cui i controlli per queste due malattie erano già presenti.

duilio poggiolini emoderivati
Immagine di repertorio

Non basta il nesso tra sangue e malattia

Oggi, dopo due anni di lungo e complesso processo (dopo 20 anni le carte risultavano confuse, in parte disperse, in parte forse nascoste) Poggiolini e gli altri 8 vengono assolti perché “il fatto non sussiste”. La questione è per lo più tecnica: è stato dimostrato il nesso tra il sangue e la malattia, ma non è stato possibile capire e dimostrare a quali emoderivati era riconducibile.

La Repubblica ha riportato il commento soddisfatto del legale di Duilio Poggiolini: “Viva soddisfazione per la sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste” ma al contempo “rileva con amarezza, che nonostante fosse chiarissima la normativa in questione, che riferiva la responsabilità dei controlli sugli emoderivati ad Organi ed Istituzioni diverse dalla Direzione Generale del Servizio Farmaceutico, siano stati necessari ben 23 anni per liberare il proprio assistito da una così pesante contestazione”.

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Duilio Poggiolini