primo piano di luca zaia

I direttori generali delle Ulss della Regione Veneto potranno decidere di assumere, a tempo determinato, una particolare categoria di medici. Secondo quanto deciso quest’oggi con delibera approvata dalla giunta, in Regione si potranno assumere anche medici in pensione qualora fosse necessario onde evitare che venga a mancare il livello essenziale di assistenza.

Medici in pensione per colmare il vuoto organico

È emergenza medici in Veneto, l’allarme viene diramato dal presidente della Regione, Luca Zaia. In tutto, si stima manchino circa 1300 medici, motivo per cui non ci si può permettere di non far fronte al problema correndo al riparo quanto prima, anticipando un nefasto momento in cui proprio a causa della mancanza di professionisti, potrebbe venire a mancare il livello di assistenza essenziale.

Li troveremo soprattutto con concorsi regolari. Il problema, però, è che all’ultimo concorso bandito dalla nostra Azienda Zero si sono presentati solo una decina di candidati per 80 posti a disposizione“.

luca zaia al tavolo di legno
Luca Zaia, presidente della Regione Veneto. Fonte/Instagram

Garantire il servizio sanitario essenziale e la deriva del modello “inglese”

La carenza è un dato concreto e al momento, come unica soluzione possibile, la Regione Veneto ha deciso di reclutare anche quei medici che già risultano tra le liste dei pensionati.

Un provvedimento temporaneo che si evince anche da alcuni punti del provvedimento stesso: i professionisti verranno infatti assunti con un contratto a tempo determinato. Ovviamente, quanto deciso, sarà attuativo solo nel caso in cui si creasse l’esigenza. Sempre Zaia: “Finché non sarà risolto il problema a monte e cioè quello delle scuole di specializzazione, abbiamo deciso di adottare questa delibera ad ombrello, anche per garantire i direttori dal punti di vista giuridico. Vogliamo evitare che si arrivi alla situazione inglese“, chiosa Zaia. In quest’ultima battuta Zaia fa precisamente riferimento al metodo adottato in Inghilterra ove, per carenze di organico, si è costretti a inviare gli esami altrove, in India in questo caso, per poterli sottoporre ad occhi esperti.

Un medico intento a compilare una ricetta
*immagine di repertorio

Nell’interesse di Zaia, come della Sanità più in generale, c’è la cura del cittadino, fine perseguito anche da questo provvedimento: “La nostra delibera non ha nessuna finalità polemica, ma intende semplicemente mettere al centro la priorità di curare i nostri cittadini. Si apre sicuramente una falla e si aprirà il dibattito, ma a noi interessa avere medici“.