macchina dei carabinieri

La 19enne ha avuto la forza di raccontare tutto e ha chiesto aiuto strenuamente per tutta la durata dalla violenza. Molti dettagli di questa terribile violenza di Catania sono già venuti a galla ieri, ma oggi La Sicilia riporta alcune delle frasi che la giovane avrebbe riportato ai carabinieri quando ha raccontato di quella terribile notte, dei momenti prima e di quelli della violenza.

Le prove della presunta violenza

I 3 hanno girato un video mentre a turno abusavano delle 19enne in auto, negli atti dell’inchiesta ci sarebbe scritto che la giovane “si lamenta mentre loro ridono e sghignazzano“. Il Gip di Catania Simonetta Ragazzi sarebbe convinta che i tre al momento della violenza sessuale erano “lucidi e consapevoli“.

Sembra quindi “risibile e inverosimile” che non abbiano colto “le richieste di aiuto della ragazza“.

carabiniere
Immagine di repertorio

Il racconto della ragazza

La Sicilia riporta che la giovane avrebbe raccontato ai carabinieri: “Mentre mi violentavano io piangevo e ho chiesto loro di fermarsi in italiano, quindi erano in grado di capirmi. Hanno finito dopo un’ora“. Poi, come rivelato ieri, il giorno dopo uno dei 3 le avrebbe chiesto di rivedersi, e lei avrebbe accettato solo per ottenere il video della violenza, aveva paura che finisse online.

Durante lo stupro la giovane avrebbe chiamato 11 volte il 112 senza però mai riuscire a parlare mai con un operatore. Poi avrebbe inviato 5 audio a un amico nel tentativo di chiedere aiuto, senza successo.

I tre poi si sarebbero vantati con un barista che avrebbe rilasciato la sua versione ai carabinieri che indagano sulla vicenda. Anche un’altra barista di un locale avrebbe visto i 3 scortare la ragazza in bagno dopo la violenza.

La vicinanza del sindaco

Salvo Pogliese, sindaco di Catania, ha detto che il Comune sarà parte civile nell’eventuale futuro processo.

violenza donna
Immagine di repertorio

Le parole degli avvocati

L’avvocato della 19enne ha confermato che la 19enne avrebbe detto al gip di aver “subito altre volte abusi o comunque molestie sessuali“. E ancora: “Nei prossimi giorni invierò una mail alla mia assistita per spiegarle come funziona il sistema giudiziario italiano. Dovrà ribadire la sua testimonianza o in un incidente probatorio, che cristallizza le prove, o tornare in Italia e testimoniare nel processo. Un’altra strada percorribile potrebbe essere una rogatoria internazionale. Vedremo“.

Anche il legale dei 3 ragazzi ha parlato: “La verità negli atti è un’altra e noi siamo certi di poterlo dimostrare.

Nell’ordinanza c’è solo la versione della ragazza, che presenta tante lacune e tante contraddizioni. Ma non possiamo dire altro per il momento“. Intanto stanno valutando il ricorso al Tribunale del riesame: “Abbiamo tempo fino a domenica dobbiamo studiare meglio il caso, ma le carte dell’inchiesta ci “chiedono” di farlo“.