militare mini naja

Montecitorio ha detto sì alla mini naja: la proposta di legge avanzata dal forzitaliota Matteo Perego ha avuto il primo ok in Parlamento con 453 voti favorevoli e solo 10 voti contrari (di LeU).

La proposta che piace a Matteo Salvini prevede la possibilità di un “avvicinamento” al mondo delle forze armate attraverso un percorso formativo di 6 mesi che al giovane che sceglie di compierlo non darebbe alcuna retribuzione ma garantirebbe 12 crediti formativi per l’università. Le spese per i giovani che parteciperanno sarebbero tutte a carico del Fondo di riserva del Mef.

Tutti i requisiti necessari

I requisiti che i giovani dovranno possedere per partecipare alla mini-naja saranno poche ma chiare.

L’età dovrà essere tra 18 e 22 anni, ci dovrà essere assoluta assenza di condanne penali o procedimenti penali in atto, la cittadinanza italiana e diploma d’istruzione di secondo grado. Inoltre, i candidati non dovranno “aver tenuto comportamenti verso le istituzioni che non diano garanzia di assoluta fedeltà alla Costituzione e alla sicurezza nazionale”.

salvini matteo
Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini

In cambio, per 6 mesi riceveranno una formazione sia dal punto di vista militare che civile: verranno fornite conoscere in modalità di E-learning e nozioni di difesa cibernetica. Fondamentale sarà la permanenza presso le strutture operative militari.

Perego ha riferito, come riporta il Sole 24 Ore: “C’è una componente anche civica: si istruisce la cittadinanza sulle tematiche delle Forze armate, che riguardano però anche la vita di tutti i giorni. Per una cittadinanza attiva e più consapevole“.

Al termine dei 6 mesi, un giovane avrà ottenuto il grado di ufficiale di complemento e un attestato di esito positivo del percorso formativo, unitamente ai 12 crediti spendibili all’università. 

L’idea non piace a tutti

Non tutti, comunque, sembrano convinti di questa proposta di legge. Ad esempio Matteo Feltri si è espresso in modo piuttosto duro con un editoriale su Libero in cui racconta la sua personale esperienza con il militare: “Scusi, presidente dei bersaglieri, a me e alla patria cosa ha dato la naja se non una grandissima rottura di co***ni?

E lei, con Salvini, la vorrebbe riproporre? Che senso avrebbe? (…) Non so se Salvini sia stato reclutato, non credo, ma gli chiedo di lasciar perdere questa fregnaccia che costringerebbe tanti giovanotti a sprecare tempo, il loro”.

Già ad agosto 2018, invece, Elisabetta Trenta aveva giudicato troppo “romantica” e anacronistica l’idea di una nuova Naja, definendola “non più al passo con i tempi”. La grande differenza per il ministro Trenta è dato dal fatto che i soldati del 2019 “sono dei professionisti. E non abbiamo più le truppe che vengono dalle Alpi (…) non c’è più bisogno di tanti soldati tutti insieme”.

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Esercito durante un giuramento (immagine: Vittodav/Wkipedia/Licenza GNU)