casaleggio di maio

In questi giorni si sta alzando una grande bufera sul caso Rousseau: la piattaforma per il voto online, concretizzazione delle ambizioni di democrazia diretta del Movimento 5 Stelle, è stata multata dal Garante della Privacy che l’ha ritenuta manchevole dal punto di vista della garanzia e della tutela dei dati sotto più di un aspetto. Inoltre, ha valutato che la scarsa tutela degli account e della segretezza in fase di voto porterebbe alla conclusione che i voti siano “manipolabili”.

A tali valutazioni è seguita una pronta risposta del MoVimento per mezzo del blog delle Stelle, in gran parte focalizzata sulla provenienza politica di Antonello Soro, Garante privacy (che faceva parte del Pd) e sul fatto che le critiche sollevate riguarderebbero un sistema di voto non più in uso.

A tale giustificazioni ha prontamente ribadito il Garante, con un comunicato ufficiale.

Garante: “Non gode di proprietà richieste”

Il sistema di voto che ha permesso l’appoggio ufficiale del M5S a Matteo Salvini per la questione Diciotti risulterebbe essere, per il Garante della Privacy, non sicuro dal punto di vista della “protezione delle schede elettroniche e l’anonimato dei votanti in tutte le fasi del procedimento elettorale elettronico”. Inoltre, secondo il Garante, Rousseau “non gode delle proprietà richieste a un sistema di e-voting”.

L’accertamento ispettivo in questione era stato effettuato tra il 12 e il 13 novembre 2018. Un precedente provvedimento sanzionatorio era stato emanato nel marzo 2018 e corrispondeva a 32mila euro. La storia di Rousseau, in generale, è nota per i problemi di hacking che hanno più volte dimostrato la fragilità del sistema  e per i problemi tecnici che spesso accompagnano ogni votazione.

Il blog replica al Garante

La risposta del blog delle Stelle ai provvedimenti del Garante vertono su più punti. In generale, molta attenzione viene data ai trascorsi nel Partito Democratico di Soro: “Il garante italiano della privacy è Antonello Soro, un politico italiano del Partito Democratico.

E’ stato il primo presidente del gruppo del Pd alla Camera nel 2007, ed è stato capogruppo del Pd, sempre alla Camera, fino al 2009”. Queste sono le parole di apertura del post del blog delle Stelle, che parla anche di una “fuga di notizie” che secondo il blog sarebbe stata favorita da Soro ai danni di Rousseau: “Tre giorni fa il garante ha permesso una fuga di notizie, che guarda caso riguarda Rousseau, dando al quotidiano finanziato con soldi pubblici Il Foglio l’esito dell’istruttoria sulla nostra piattaforma, con tanto di conferme da parte del segretario generale Busia. Tutto questo addirittura prima che questo fosse comunicato all’Associazione Rousseau”.

Davide Casaleggio
Davide Casaleggio (Fonte: ANSA)

Inoltre, il blog insinua una consapevole attenzione del Garante al sistema Rousseau: “Il garante ha mai controllato gli altri partiti? Il suo partito per esempio, del quale è stato presidente e capogruppo è mai stato messo sotto la lente d’ingrandimento?” (la risposta è sì: proprio il 10 gennaio scorso il Garante emanava un provvedimento contro il sito del Partito Democratico di Firenze per “illiceità del trattamento posto in essere dal Partito democratico”).

Le tempistiche del provvedimento

L’altro punto su cui spinge il blog riguarda il fatto che il Garante avrebbe preso provvedimenti basandosi su un sistema non più in essere: il Garante avrebbe “deciso di multare nuovamente Rousseau per un sistema di voto che non è quello utilizzato oggi e che non è più online”. Il Garante, dal canto suo, ha risposto su questo punto che “le dichiarazioni dell’Associazione Rousseau in ordine a misure asseritamente migliorative che sarebbero state adottate sono giunte, via mail, ad istruttoria già chiusa, il giorno precedente l’adozione definitiva del provvedimento e senza alcuna documentazione a sostegno”. Il Garante parla anche del fatto che l’associazione Rousseau avrebbe chiesto due proroghe e che questo avrebbe allungato i tempi. È pur vero che Casaleggio, il 2 aprile, sul blog raccontava che sarebbe presto arrivata una nuova piattaforma Rousseau, parlando però come di un atto futuro: “Sarà la nuova piattaforma Rousseau, sulla quale stiamo lavorando ormai da diversi mesi e che a poco a poco renderemo disponibile a tutti gli iscritti”.

Il Garante della Privacy, oltretutto, non è costituito dal solo Antonello Soro ma da 4 membri che lavorano in modo indipendente da schieramenti politici: questo punto, specificato dal Garante, va a rispondere all’attribuzione di una presunto ruolo di Soro nella vicenda.