bimbo scrive una lettera


Una storia che fa stringere il cuore quella di Giovanni, un dolcissimo bimbo di 5 anni protagonista di una curiosa vicenda. A raccontarla Pietro Caldarella, chirurgo, oncologo e vicedirettore dello IEO-Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Lui è il medico che ha curato la mamma di Giovanni e il piccolo, per ringraziare il dottore dei miracoli, ha voluto ringraziarlo come meglio poteva.

Regala al medico che ha curato la sua mamma i suoi risparmi

Il piccolo Giovanni è un bimbo di 5 anni che ha vissuto un dramma che i bambini non dovrebbero mai vivere. La mamma di Giovanni era malata e si è affidata alle cure del dottor Pietro Caldarella e dello IEO. La mamma di Giovanni è riuscita a guarire, così il piccolo, nella sua bontà e ingenuità di bambino ha voluto fare qualcosa per ringraziare quel bravo dottore e gli altri pazienti malati, come? Mandando al medico una busta con dentro tutti i suoi risparmi da devolvere alla ricerca.



L'incontro con Giovanni

A raccontare la storia il medico stesso, pubblicando su Facebook la foto della busta consegnatagli personalmente da Giovanni. Il medico ha incontrato il bambino quando la mamma, dalla Sardegna, si era presentata per un controllo di routine. La donna era in cura per un tumore al seno, per il quale si era anche sottoposta ad un’operazione.

La letterina di Giovanni

Come si legge su La Repubblica, Giovanni voleva assolutamente incontrare il medico che aveva curato la mamma e consegnargli personalmente la lettera che aveva scritto in prima persona. Sulla busta infatti si legge: “Caro Caldarella”; il medico non è riuscito a trattenere la commozione, come lui stesso racconta: “Sono 20 anni che faccio il chirurgo, di storie tristi ne ho viste tante. Ma questo gesto in particolare mi ha commosso”. Il medico, quasi in soggezzione sotto lo sguardo del piccolo, gli ha risposto: “Sei un ometto”.

Parlando della donazione di Giovanni, il dottore ha detto che questo gesto ha un elevatissimo valore simbolico. “Sono pochi spiccioli ma il bello è veder in questi bambini il nostro futuro, fatto di gesti semplici”.