primo piano di andrea la rosa

Era il 14 dicembre del 2017 quando venne ritrovato il corpo di Andrea La Rosa, ex calciatore di serie C. Fin da subito i genitori del 35enne nutrivano il sospetto che non potesse trattarsi di un allontanamento volontario. Il suo corpo venne ritrovato con manifeste le tipiche lesioni di chi è entrato a contatto con dell’acido e una ferita alla gola che fece subito pensare ad un accoltellamento volontario. Per il suo omicidio vennero fermate 2 persone, madre i figlio, per i quali quest’oggi il procuratore aggiunto di Milano e il pm hanno chiesto l’ergastolo.

Il ritrovamento del cadavere di La Rosa

Prima di scomparire nel nulla per oltre un mese, l’ex calciatore Andrea La Rosa aveva informato i genitori che si sarebbe recato fuori dal centro di Monza per chiudere un “affare di soldi“.

Una questione sospetta fin da subito nonché il motivo scatenante dei forti sospetti nutriti dai parenti dinnanzi al non ritorno del 35enne. Circa un mese dopo la scomparsa, nel dicembre del 2017, il corpo di La Rosa venne ritrovato all’interno di un bagagliaio di un’auto all’interno della quale viaggiavano 2 persone.

primo piano di andrea la rosa
L’ex calciatore di serie C Andrea La Rosa, ucciso nel 2017 da Raffaele Rullo e dalla madre Antonietta Bianconiello

Fermati madre e figlio accusati d’omicidio

Si tratta della 59enne Antonietta Biancaniello e del figlio Raffaele Rullo, 35 anni: precisamente, madre e figlio.

Di loro, presto si venne a sapere che dovevano del denaro all’ex calciatore, una somma che si aggirava attorno agli 30mila euro. Prima l’incontro in periferia – in cui, secondo la ricostruzione, La Rosa avrebbe elargito un nuovo credito a Rullo pari a 8 mila euro – poi la tragedia: Rullo si era documentato prima di sgozzare e cercare di sciogliere nell’acido il suo creditore insieme alla madre. Gli investigatori scoprirono infatti che tra le recenti ricerche di Rullo figuravano “metodi” e “modi” per compiere un omicidio e sbarazzarsi del corpo, un delitto d’ispirazione mafiosa.

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Il figlio la mente, la madre il braccio

A seguito di minuziose perizie, si scoprì che quella sera, nella periferia di Monza, La Rosa venne immerso nell’acido quanto ancora era in vita, morendo per colpa delle esalazioni date dalla sostanza chimica. Accusati d’omicidio premeditato e di soppressione di cadavere, sulla coppia formata da madre e figlio pende anche l’accusa di un secondo delitto, quello della moglie dello stesso Rullo. Chiamato a difendersi, negli anni Rullo ha spiegato come i soldi prestati da La Rosa servissero a ripagarsi i debiti creati online per quella che ha descritto essere stata una “seconda vita” costituita da truffe assicurative e belle ragazze.

Andrea La Rosa
Andrea La Rosa sarebbe morto non per colpa delle lesioni subite ma per colpa delle esalazioni delle sostanze tossiche dopo essere stato immerso vivo nell’acido

Chiesto l’ergastolo per Rullo e Biancaniello

Vizi di Rullo ai quali cercava di trovare un rimedio la madre, senza tirarsi indietro di fronte a soluzioni atroci. Da quanto emerso in questi lunghi anni di indagine, si può confermare come la mente dei delitti fosse il giovane, appoggiato in tutto dalla madre che rappresentava invece l’esecutivo. Oggi, a distanza di quasi 2 anni dall’omicidio, il procuratore aggiunto di Milano e il pm, Eugenio Fusco e Maura Ripamonti, hanno chiesto che Rullo e Biancaniello vengano condannati all’ergastolo. Di fronte alla richiesta dell’accusa, la donna è crollata in un pianto isterico mentre Rullo non ha mostrato alcun tipo di emozione.