Parcheggia la Ferrari nel posto disabili, insulti al posto delle scuse

Accade in tutte le città italiane che gli automobilisti indisciplinati parcheggino selvaggiamente nel posto disabili. In questo caso, la vicenda arriva da Napoli. Parcheggiare la propria auto nell’area riservata alla sosta delle auto dei disabili è da incivili. Sono le parole di Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi in Campania, riguardo ad un imprenditore che ha posteggiato la propria Ferrari su un posto riservato. Il quale non ha preso bene la segnalazione e ha pubblicato un video in risposta pieno di insulti nei confronti del consigliere

Il video della Ferrari parcheggiata nel posto disabili 

Il consigliere regionale dei Verdi in Campania, Francesco Emilio Borrelli, ha pubblicato ieri sulla propria pagina Facebook un video segnalatogli.

Nelle immagini si vede il proprietario di una Ferrari che ha appena parcheggiato nel posto auto per i disabili lungo una via centrale di Napoli. Borrelli ha aggiunto la didascalia: “Questo video che ci è stato segnalato mostra tutta l’inciviltà di un individuo che, a bordo di una Ferrari, non si fa scrupolo di parcheggiare nell’area riservata alla sosta delle auto dei disabili lungo via Domenico Morelli. Il facoltoso conducente, evidentemente, si sente il padrone della città.

Tra l’altro, dal video non si evince con sicurezza, ma l’auto sembra non avere la targa anteriore esposta così come prescritto dall’art. 100 del Codice della Strada“. 

Un frame del video pubblicato da Borrelli. Fonte: Francesco Emilio Borrelli/Facebook
Un frame del video pubblicato da Borrelli. Fonte: Francesco Emilio Borrelli/Facebook

Il conducente non l’ha prese bene 

Il proprietario dell’automobile, il signor Pino Bozza, titolare del ristorante “Antonio la Trippa” di Napoli, non l’ha presa bene. La sua risposta non ha tardato ad arrivare e invece di pronunciare delle scuse ha rivolto insulti al consigliere. “Volevo dedicare questa storie al consigliere regionale Francesco Borrelli, chi c***o è?

Lui ha pubblicato un video, infangando la mia persona, in cui ci sono io che mi fermo un attimo nel posto dei disabili. Adesso hai pure cancellato il post, ti dico davanti a tutti che sei una cacchetta e io domani ti faccio il culo rosso rosso come una Ferrari. Presto ci vediamo in tribunale, grandissimo co****ne che non sei altro. Fai il consigliere in una città dove non funziona niente, il sottoscritto dà lavoro a 200 dipendenti“. 

Nel video si vede il signor Bozza aprire lo sportello per scendere dalla macchina. Fonte: Francesco Emilio Borrelli/Facebook
Nel video si vede il signor Bozza aprire lo sportello per scendere dalla macchina. Fonte: Francesco Emilio Borrelli/Facebook

Altri insulti

Ma non è finita qui, ha continuato a insultare Borrelli con altre stories su Instagram.

In queste spiega come è diventato l’imprenditore di successo che è adesso e come, invece, il consigliere regionale sarebbe riuscito ad ottenere quel posto in politica. I video sono stati ripostati da Borrelli con questa didascalia: “Il sig. Pino Bozza dopo aver ammesso che come effettivamente avevamo segnalato aveva parcheggiato la sua Ferrari sul posto destinato ai disabili ci ha replicato che lui è però titolare di un’azienda con 200 persone a posto (i ristoranti Antonio la Trippa).

Invece di scusarsi per chiudere l’incidente si è scatenato in una serie di video offensivi e denigratori girati mentre guida senza cintura. Ancora una volta abbiamo uno spaccato devastante di Napoli. Un mondo e un modo di agire contro cui combattiamo ogni giorno con grande fatica e determinazione“.

Il consigliere regionale dei Verdi in Campania, Francesco Emilio Borrelli. Fonte: Francesco Emilio Borrelli/Facebook
Il consigliere regionale dei Verdi in Campania, Francesco Emilio Borrelli. Fonte: Francesco Emilio Borrelli/Facebook

Non si tratta, però, solo di una questione di buon senso. Infatti, parcheggiare in un posto riservato nominale ai portatori di handicap (ovvero con il proprio numero di targa identificativo e il numero di ordinanza del tesserino blu Europeo), è un reato penale.