Occupa il parcheggio per i disabili e poi insulta la mamma di una bimba con grave disabilità

A raccontare con rabbia e amarezza la storia è Luana di Torino. L’altro giorno stava accompagnando la figlia Alyssa, affetta da grave disabilità neuropsicomotoria, all’asilo, quando si è ritrovata il posto auto dei disabili occupato da un uomo che leggeva il giornale. Luana ha rimbrottato contro l’uomo, facendogli notare la violazione, prima di portare la figlia in aula. Al suo ritorno però alla macchina ha trovato un messaggio: “Tu sei andicappata solo al cervello“.

Il post di Luana

Alla vista di quel bigliettino lasciato sull’auto Luana ha deciso di condividere quanto le è successo sui social: “All’ora di portare Alyssa all’asilo all’interno del Parco la Tesoriera a Torino, arrivo davanti alla scuola e vedo, come ogni giorno, che il posto riservato ai disabili (cui ha diritto mia figlia) è occupato“.

Alla fine Luana trova parcheggio: “Tiro giù la mia creatura di quasi 25 chili, la carico in braccio e, passando davanti alla macchina parcheggiata “abusivamente” faccio notare al signore che leggeva il giornale in auto che il posto è destinato alle persone diversamente abili. Lui mi risponde: “Sono solo 5 minuti”. Io stufa di questa risposta sentita già almeno 35.000 volte, alzo un po’ il tono e gli dico che la macchina io l’ho parcheggiata poco più avanti ma lui si deve vergognare di aver preso quel parcheggio riservato ai bimbi con difficoltà come mia figlia“.

La rabbia in quel momento è tanta, ma quando torna all’auto per Luana c’è un biglietto: “Tu sei andicappata solo al cervello“.

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Il biglietto sulla macchina

Così Luana cerca una spiegazione, per quanto difficile, a quello che sta accadendo: “Forse pensava che il mio tagliando fosse stato vinto con i punti del supermercato o forse credeva che mia figlia non fosse una bimba con difficoltà ma solo pigra perché così grande l’ho caricata in braccio… Forse… Non so.

Non mi spiego… Io non auguro nulla a questo signore perché le disgrazie le conosco e non mi sento di augurare nulla di brutto a nessuno“. Ora però vuole che qualcuno quella persona la identifichi solo perché si renda conto di quello che ha fatto: “Spero solo che facendo il giro su Facebook, capiti nella bacheca di suo figlio o suo nipote, che riconoscano la scrittura e che si sentano umiliati tanto quanto ci sentiamo noi famiglie di bimbi in difficoltà per cui dobbiamo lottare tutti i giorni anche solo per un parcheggio “privilegiato” di cui, vi garantisco, faremmo volentieri a meno“.

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