Vai al contenuto

“Pericoloso per la salute, attenti a dove fare il bagno”. Scatta l’allarme, i rischi

Pubblicato: 10/08/2026 16:25

Un bagno in mare per rinfrescarsi dalla calura estiva può nascondere un rischio inatteso. È il caso dello Stretto di Messina, dove torna l’attenzione sul Vibrio vulnificus, il cosiddetto batterio “mangiacarne”. Un patogeno raro ma potenzialmente molto aggressivo, che può provocare infezioni gravi soprattutto in determinate condizioni.

La presenza del Vibrio vulnificus nelle acque dello Stretto, però, non è una novità. Il batterio era già stato individuato 21 anni fa nel plancton e nelle acque della zona, nell’ambito di uno studio condotto dall’Università locale. A riaccendere i riflettori sul microrganismo è soprattutto l’aumento dei casi registrato negli Stati Uniti, dove le temperature elevate favoriscono la sua proliferazione nelle acque costiere calde e salmastre.

Secondo i dati del Dipartimento della Salute americano, nella contea di Palm Beach, in Florida, è stato registrato un decesso. Al 30 luglio i casi di infezione erano 12. Numeri che si inseriscono in un quadro più ampio: nel 2025 erano stati segnalati 33 casi e 5 morti, mentre nel 2024 i casi erano arrivati a 82, con 19 decessi.

A spiegare la pericolosità del batterio è l’infettivologo Matteo Bassetti, secondo cui il Vibrio vulnificus può essere contratto anche durante una nuotata. Il microrganismo, ha sottolineato, può entrare nell’organismo attraverso piccoli tagli o ferite della pelle, ma anche attraverso il consumo di frutti di mare crudi o poco cotti.

Il problema è la rapidità con cui l’infezione può evolvere. Il batterio vive soprattutto nelle acque costiere calde e salmastre e, una volta entrato nell’organismo, può provocare un’infezione particolarmente aggressiva. Le infezioni restano rare, ma nei casi più gravi possono avere conseguenze letali: Bassetti indica una letalità che può arrivare al 20%.

Tra le complicazioni più temute c’è la fascite necrotizzante, una grave infezione dei tessuti che può distruggere rapidamente la pelle e le strutture sottostanti. Nei casi più severi il batterio può inoltre raggiungere il sangue, provocando una sepsi potenzialmente fulminante e mettendo rapidamente a rischio la vita del paziente.

I sintomi possono variare, ma tra quelli segnalati ci sono gastroenterite, diarrea, febbre alta e lesioni cutanee. Quando l’infezione interessa una ferita, possono comparire rapidamente dolore, arrossamento e gonfiore. È proprio la velocità di progressione a rendere fondamentale riconoscere tempestivamente i segnali e rivolgersi a un medico.

L’attenzione non riguarda soltanto gli Stati Uniti. Anche in Europa il tema è seguito con crescente interesse. A luglio l’Ecdc aveva segnalato che, dopo l’ondata di calore che ha interessato l’Europa centrale, il rischio di infezioni da batteri Vibrio era aumentato rapidamente, raggiungendo livelli insolitamente elevati per il periodo dell’anno.

Il messaggio, però, non è quello di rinunciare al mare, ma di conoscere il rischio e adottare qualche semplice precauzione. Chi presenta ferite o tagli sulla pelle dovrebbe evitare il contatto con acque costiere particolarmente calde e, soprattutto, prestare attenzione alla comparsa di sintomi dopo un’esposizione. Nei casi più gravi il trattamento richiede ricovero immediato, antibiotici e, quando i tessuti sono ormai necrotizzati, anche interventi chirurgici. Un rischio raro, dunque, ma che con il caldo può diventare più concreto: nello Stretto, come in altre acque costiere, la prudenza resta la prima difesa.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure