Julian Assange, primo piano

Già segnato il destino di Julian Assange che, dopo l’arresto di questa mattina, potrebbe venire estradato negli Stati Uniti, spiega SkyTg24. La decisione di arrestarlo sarebbe arrivata infatti proprio dalla richiesta di estradizione presentata dagli USA.

L’arresto di Assange

Questa mattina sette agenti in borghese sono entrati nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, hanno prelevato Julian Assange e lo hanno portato nella stazione centrale di Scotland Yard. A permettere l’entrata degli agenti è stato il governo di Quito che gli aveva poco prima revocato la concessione dell’asilo. Il ministro dell’Interno britannico, Sajid Javid, rivela: “Posso confermare che Julian Assange, 7 anni dopo essere entrato nell’ambasciata ecuadoriana, è ora sotto custodia della polizia per affrontare debitamente la giustizia del Regno Unito“.

L'arresto di Julian Assange circondato dagli agenti
L’arresto di Julian Assange

Le parole dell’Ecuador

Intanto Lenin Moreno, presidente dell’Ecuador, ha spiegato la decisione di revocare l’asilo rivelando che Assange sarebbe accusato di “violazione della convenzione internazionale”, ma ha anche assicurato che il fondatore di WikiLeaks non sarà estradato in un Paese che applica la pena di morte. L’estradizione negli Stati Uniti era la più grande preoccupazione di Assange, e ora la possibilità diventa quasi una certezza.

Manlio Di Stefano, sottosegretario italiano agli Esteri, ha commentato così la notizia: “L’arresto di Assange, dopo 7 anni di ingiusta privazione di libertà e una inquietante manifestazione di insofferenza verso chi promuove trasparenza e libertà come Wikileaks.

Amici britannici, il mondo vi guarda, l’Italia vi guarda. Libertà per Assange“.

Cosa rischia Assange

L’indagine aperta è quella del Grand Jury di Alexandria che riguarda la pubblicazione di documenti segreti del governo americano: se venisse considerato colpevole rischia negli USA di non uscire mai di prigione.

Intanto Edward Snowden ha definito quanto successo oggi, “un giorno buio per la libertà di stampa“. Su Twitter ha scritto: “Le immagini dell’ambasciatore dell’Ecuador che invita la polizia segreta dentro l’ambasciata per portare fuori un editore di materiale giornalistico pluripremiato, finirà nei libri di storia.

I critici di Assange possono gioire, ma è un giorno buio per la libertà di stampa“.

Immagine in alto: BBC