ospedale carlo poma mantova


7 medici su 24. E decine di infermieri. Questo il personale che serve all’ospedale Carlo Poma di Mantova per garantire l’assistenza medica ai cittadini. Una notizia che non può esser considerata un fulmine a ciel sereno vista la situazione di precarietà in cui versa da qualche tempo l’ospedale lombardo.

Bandi andati (quasi) a vuoto

Nel luglio 2018 i concorsi indetti dall’ASST di Mantova (l’organo che ha competenza nella filiera erogativa dei servizi e delle attività sanitarie) erano andati praticamente deserti: al primo bando l’unico candidato non si era presentato mentre il vincitore del secondo si era preso del tempo per riflettere.

Una situazione quasi tragicomica che si è protratta in questi mesi e che è sfociata nell’emergenza più assoluta. In questi giorni, al Carlo Poma, l’assistenza medica è un rebus di difficile interpretazione. I medici e gli infermieri sono pochissimi e di fronte a un' ipotetica emergenza, il personale sarebbe in enorme difficoltà nel garantire l’assistenza medica ai degenti.

medici
La carenza di medici non è limitata solo a Mantova ma riguarda tutta Italia

La soluzione? Medici non italiani

Per questo motivo si cerca all’estero, soprattutto in Sud America. E in attesa del bando per assumere cinque nuove figure al pronto soccorso, l’ASST ha lanciato l’allarme: “Perché non si trovano italiani? Guadagna di più un meccanico dei nostri gettonisti”.

Un’accusa neanche troppo velata sugli stipendi del personale ospedaliero, meno appetibili di quelli relativi a lavori in cui è richiesta una specializzazione minore.

Mantova non è sola in questa lotta alla ricerca di personale qualificato. Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, ha deciso di firmare il 26 marzo un atto “rivoluzionario” che consentirà alla Regione di assumere a tempo determinato medici pensionati. Anche la Regione Molise ha fatto sapere che intende muoversi in questa direzione.

Si tratta di una situazione esplosiva che vede coinvolti anche i sindacati, contrari a questa scelta e convinti che l’assunzione di pensionati possa scoraggiare (ancora una volta) le nuove generazioni. Secondo i dati in possesso del Ministero, a livello nazionale mancano 56 mila medici.