Cronaca

L’appello di Anna Leonori, senza arti per una diagnosi errata

Anna Leonori è una donna che si appella a Facebook per poter avere delle protesti che l'Asl non le può passare. Un calvario avuto inizio nel 2014 e conclusosi nel 2017 con un risveglio da 80 giorni di coma e la scoperta di non avere più gli arti
primo piano di anna leonori con bebe vio

Ciao, sono Anna ho 46 anni e più o meno un anno e mezzo fa ho avuto problematiche di salute (presto riuscirò a raccontarvi cosa) che mi hanno portato all’amputazione di gambe e braccia” inizia così il lungo post pubblicato su Facebook dalla protagonista di questa triste vicenda, Anna Leonori, vittima di una diagnosi sbagliata che le è costata un’amputazione che avrebbe potuto risparmiarsi.

La diagnosi sbagliata

La vita di Anna Leonori da quando ha varcato le soglie dell’ospedale nel 2014, non è più la stessa e non lo sarà, per certi versi, mai più.

Cosa le è accaduto lo racconta lei stessa su Facebook dove sta cercando di raccogliere soldi per riuscire a sognare ancora di poter avere una vita non speciale, ma semplicemente normale come tutti. Le era stato diagnosticato un tumore nel 2014, una diagnosi però non del tutto veritiera. Ma peggio ancora dell’errore sono state le sue conseguenze.

Il coma e il risveglio senza arti

Quella diagnosi ammetteva infatti che Anna Leonori si sottoponesse a più interventi di chirurgia, sempre presso l’ospedale di Terni.

L’inizio di un calvario durato fino al 2017: per colpa di una setticemia Anna entra in coma e vi rimane per 80 giorni. Il più totale senso di vuoto quando si risveglia, ritrovandosi senza più arti. “Il desiderio di raccontarvi la mia storia nasce sopratutto perché vorrei aiutare e trasmettere speranza a chi , come me, ha avuto esperienze simili” scrive su Facebook, facendo riferimento all’incontro con Bebe Vio che le ha conferito forza e fiducia.

L’appello su Facebook

Anna Leonori ha due figli e con loro la vita è più leggera, riesce a stare al loro passo grazie a delle protesti impiantate alle gambe ma il problema, ora, sono le braccia.

Dopo tante difficoltà riesco a camminare con le protesi, avrei bisogno però di protesi superiori di ultima generazione che l’Asl non fornisce. Il preventivo è talmente alto… non credo riuscirò mai ad avere quella somma (90mila euro)scrive su Facebook, lanciando un appello – Ora non riesco a soffiarmi il naso a tenere un cucchiaio ad appoggiarmi mentre scendo le scale. Con il mio braccio amputato invece mi trucco uso il telefono mi asciugo le lacrime“. In pochi giorni Anna è riuscita già a mettere da parte qualche migliaia di euro ma l’obiettivo è ancora lontano. Per donare, l’appello di Anna Leonori su Facebook.

*immagine in alto: Anna Leonori e Bebe Vio. Fonte/Facebook Anna Leonori

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