bambino su altalena


Ha avuto inizio il processo ai genitori del bambino di 3 anni e mezzo che era finito in ospedale due volte, nel corso del suo primo anno di vita, con ematomi cerebrali e fratture. Le indagini mediche avevano portato alla conclusione che le lesioni fisiche del bimbo erano dovute a traumi indotti. 

I genitori, che hanno perso l’affidamento del piccolo, oggi sono accusati di maltrattamenti e lesioni.

Un ematoma operato immediatamente

Tutto era cominciato quando il piccolo Giorgio aveva solo 2 mesi e mezzo: in preda a crisi di vomito ed inappetenza, la madre l’aveva portato in Ospedale Regina Margherita di Torino. Alcuni esami avevano fatto emergere un ematoma subdurale che era stato operato immediatamente: l’ematoma stava infatti facendo allargare la fontanella in cima alla testa e stava creando un ingrossamento della sede craniale. Esami successivi avevano mostrato che l’ematoma era dovuto a un doppio sanguinamento: la prima volta l’emorragia si era sviluppata un mese prima del ricovero, una seconda volta era avvenuto a una settimana dallo stesso. 

Braccia e gambe con fratture

Poco tempo dopo, un secondo ricovero: questa volta il piccolo, a 4 mesi, aveva braccia e gambe fratturate. Gli esami avevano escluso problemi metabolici che potessero aver creato danni tali e solo l’origine traumatica sembrava spiegare le fratture. La madre aveva anche parlato di massaggi che aveva praticato al figlio, ma che non potevano essere, secondo i medici, causa di lesioni di quella portata. I genitori hanno comunque smentito di aver picchiato volontariamente il bambino ed hanno dichiarato che i traumi, nel loro caso, potevano avere esclusiva origine accidentale.

I servizi sociali erano immediatamente intervenuti ed il bimbo da allora vive con i nonni. Durante il processo sono già stati sentiti alcuni professionisti medici che avevano seguito il caso del piccolo Giorgio. Non ci sono ancora ipotesi certe sul perché i genitori avrebbero dovuto provocare al piccolo tali lesioni.