stazione di san giorgio a cremano

Il procuratore aggiunto Raffaello Falcone e la pm Cristina Curatoli hanno presentato ricorso in Cassazione contro la decisione di scarcerazione degli indagati per lo stupro della Circumvesuviana.

Dopo un attento esame, il Riesame aveva infatti deciso la scarcerazione per Sbrescia, Borrelli e Cozzolino. Secondo i giudici la versione della ragazza era stata ritenuta inattendibile e contraddittoria ed il video non avrebbe mostrato la realtà raccontata dai pm e magistrati che avevano deciso di mettere in carcere i 3 giovani.

La decisione del Riesame

Il Riesame aveva infatti dato largo spazio alle cartelle cliniche della ragazza: la giovane risultava infatti una “bugiarda patologica”, abituata a mentire, e per questo gli stessi avevano ritenuto le sue parole inattendibili. Secondo le analisi era anche stato rilevato che la giovane avesse avuto disfunzioni della sfera sessuale. Oltretutto, il Riesame aveva smentito che nel video fosse evidente la natura costrittiva del rapporto tra i ragazzi e la giovane, e che ci fossero chiari segni del fatto che la stessa non era stata spinta all’interno del vano ascensore.

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Gli elementi fondamentali del ricorso

Ora, Curatoli e Falcone arrivano a rispondere alle decisioni del Riesame con un ricorso che verte su alcuni punti. Innanzitutto, fonti riportano che nel ricorso è palesata la contraddizione dei racconti degli indagati (uno avrebbe dichiarato che avrebbe avuto un rapporto sessuale con la ragazza a casa sua, mentre gli altri dicono che la incontravano solo in stazione). Inoltre, secondo i giudici è evidente, nel video, come uno dei ragazzi prema con una mano sulla spalla della giovane per condurla nel vano ascensore. Come poi raccontato dagli stessi indagati la ragazza avrebbe ripetuto più volte di essere fidanzata, il che nel ricorso viene espresso come volontà di esprimere un rifiuto del rapporto sessuale.

L’elemento più fondamentale sarebbe però un morso, dato dalla vittima ad uno dei 3 ragazzi: è Cozzolino a raccontarlo, spiegando che la ragazza avrebbe morso Borrelli durante le violenze. Questo, per gli autori del ricorso, è un chiaro segno di rifiuto del rapporto sessuale avvenuto e, anzi, un tentativo di allontanare il giovane.

(Immagine in alto: fonte Ansa)