Cronaca

Emergenza rifiuti, l’allarme: “Tra 2 anni sarà esaurita la capienza delle discariche”

Le discariche sul territorio italiano iniziano ad essere già sature e le previsioni non offrono speranze: in meno di 2 anni la loro capienza sarà esaurita. É l'allarme lanciato a Roma dal FISE Assoambiente
sacchetti della spazzatura sovrastano i bidoni dell'immondizia

Ancor più che discutere, bisogna agire e farlo con sensibile rapidità. Questo il sunto concreto che ben si evince dall’ultimo comunicato stampa diffuso da FISE Assoambiente, l’associazione che, su scala nazionale, rappresenta le imprese private che gestiscono i servizi ambientali. Ci sono delle parole più ricorrenti di altre: riciclo, recupero, sostenibilità ambientale. L’emergenza rifiuti è una minaccia concreta: “Tra circa 2 anni sarà esaurita la capienza delle discariche del Nord del Paese, tra meno di un anno stesso destino toccherà al Centro, mentre diverse aree del Sud sono già oggi in emergenza

Agire subito, agire ora

Serve un tempestivo intervento e a dirlo è Chicco Testa, il Presidente di FISE Assoambiente, oggi a Roma per presentare Per una Strategia Nazionale dei rifiuti, il report che raccoglie tutti i risulta emersi negli ultimi mesi.

La raccolta differenziata, già presente sul nostro territorio, al momento non è soddisfacenti per rispondere ai parametri della Circular Economy: “Occorrerà aumentare sensibilmente – riferisce il Presidente – La raccolta differenziata (fino all’80%, considerato il tasso di resa rispetto ai rifiuti urbani intercettati) e la capacità di riciclo (+4 mln di tonnellate) del nostro Paese, limitando il tasso di conferimento in discarica e innalzando al 25% la percentuale di valorizzazione energetica dei rifiuti al fine di chiudere il ciclo“.

Investire sul riciclo e sul recupero

Come fa notare il Presidente di FISE Assoambiente, non c’è più tempo e l’intervento si rende immediato dal momento in cui viene presa in considerazione la disponibilità delle discariche sul nostro territorio, pressoché terminata. L’Italia non può più contare sulle discariche, motivo in più per rispondere all’emergenza rifiuti investendo sulle attività di riciclo e sul recupero dell’energia.

Come viene evidenziato nel report: “In Italia si producono ogni anno 135 milioni di ton di rifiuti speciali e circa 30 milioni di rifiuti urbani, di cui avviamo a riciclo, rispettivamente, il 65% (92 milioni di tonnellate) e il 47% (15 milioni di tonnellate)“.

10 miliardi per salvare l’ambiente

Per tamponare l’emergenza che possa anticipare il collasso, c’è un piano d’azione suddiviso in punti che possiamo riassumere in : limitazione dell’import/export dei rifiuti da e per l’Italia; dotazione di un sistema impiantistico adeguato al fabbisogno; blocco del cosiddetto “turismo dei rifiuti” all’interno dei nostro confini; rivedere la gestione delle discariche andando via via a prendere in considerazione solamente gli impianti moderni e sostenibili, abbandonando la “vecchia maniera”.

I costi dell’operazione? Circa 10 miliardi di euro. Una cifra considerevole, come considerevole è il valore dell’ambiente in cui viviamo.

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