di maio siri salvini

Durissimo botta e risposta tra gli alleati di governo Lega e Movimento 5 Stelle, che in queste ore si scontrano pesantemente. Dopo l’arrivo della notizia dell’indagine per corruzione su Armando Siri, uomo di fiducia di Matteo Salvini, i pentastellati hanno chiesto le sue dimissioni. Il sottosegretario ai Trasporti e uomo della flat tax è però blindato dal suo partito, che rinfaccia ai 5Stelle di non aver mai chiesto le dimissioni della grillina Virginia Raggi, fino ad ora. Il ministro Toninelli intanto ha tolto le deleghe al suo sottosegretario.

Il Movimento 5 Stelle vuole le dimissioni di Siri

Il governo si azzanna alla gola sui casi giudiziari, con Siri indagato e la Raggi travolta da un esposto dell’ex presidente Ama.

I leader di governo sono ai ferri corti, con Di Maio che chiede le immediate dimissioni del sottosegretario: “Noi siamo sempre stato quelli che dicevano ‘va bene aspettare il terzo grado di giudizio’, ma c’è una questione morale.. Gli auguro di risultare innocente e siamo pronti a riaccoglierlo nel governo quando la sua posizione sarà chiarita“.

Dura la risposta di Matteo Salvini: “Ho sentito Siri, ha letto dell’inchiesta sui giornali, è assurdo.

Lo conosco, lo stimo, non ho dubbio alcuno, peraltro stiamo parlando di qualcosa che non è finito neanche nel Def“. Il leader leghista ha poi ricordato al Movimento come non abbia mai chiesto le dimissioni di Raggi in quasi due anni di indagini su di lei. Almeno finora.

Salvini contrattacca su Virginia Raggi e punta a Roma

Io dico che Raggi non è più adeguata a fare il sindaco di Roma non per eventuali irregolarità, non faccio il pm e non faccio il giudice, decideranno loro se ci sono stati reati“, attacca Matteo Salvini sul caso che ha scosso il Campidoglio, “Non sei in grado di fare il sindaco, lascia che qualcun altro faccia il sindaco“.

Il ministro dell’Interno tocca un nervo scoperto dei pentastellati, la gestione di Roma di Raggi è stata segnata da diverse inchieste. E benché la prima cittadina non sia indagata, le registrazioni pubblicate in esclusiva da L’Espresso potrebbero indicare una presunta istigazione al falso in bilancio. Una buona occasione per il centrodestra di correre per conquistare il Campidoglio strappandolo dalle mani dei 5Stelle, questa l’ipotesi di molti osservatori.

Alessandro Di Battista dice la sua e Toninelli revoca le deleghe

Ho sempre sostenuto questo governo, lo sosterrò ancor di più se il sottosegretario Siri si dimetterà il prima possibile. Nessun governo del cambiamento e nessun governo che si sta impegnando nella lotta alla corruzione può tollerare che vi sia un proprio esponente indagato per reati così gravi“, ha scritto su Facebook Alessandro Di Battista.

Lo stato maggiore del Movimento fa manovre precise per colpire il sottosegretario leghista. A fare la sua mossa il ministro Danilo Toninelli: “Alla luce delle indagini delle procure di Roma e Palermo con il coinvolgimento della direzione investigativa antimafia di Trapani, il ministro delle infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha disposto il ritiro delle deleghe al sottosegretario Armando Siri, in attesa che la vicenda giudiziaria assuma contorni di maggiore chiarezza.

Secondo il ministro, una inchiesta per corruzione impone infatti in queste ore massima attenzione e cautela“, recita una nota del ministero.