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Da una nuova intercettazione telefonica spunta un’allarmante conversazione fra 2 dei 7 indagati per la tragedia dell’Hotel Rigopiano, in cui persero la vita 29 persone. Lo scorso 28 dicembre Giancarlo Verzella, dirigente della Prefettura di Pescara, al telefono con la collega Ida De Cesaris cercò di giustificare le scelte fatte quel fatidico 18 gennaio 2017. “Io dovevo segnalare altre situazioni, io dovevo tenere presente altre cose, non quella. Cioè per me era più importante cercare una turbina per liberare le strade che uno che mi telefona e dice ‘ho paura, sto all’albergo Rigopiano’. Non me ne frega un c… di niente di quello lì, capito, con tutto il rispetto, per me l’emergenza è un’altra”.

Le agghiaccianti dichiarazioni emerse dall’intercettazione

Sempre nella stessa conversazione, Verzella rincara la dose con parole allarmanti sul Rigopiano e sulle persone che chiedevano aiuto: “Se uno mi dice: ‘Qui all’hotel c’è stato il terremoto, è crollato l’hotel’, allora è diverso. Ma alle 11.38… non era questo, quindi per noi era una notizia normale tra virgolette, perché c’erano altre priorità, non quelle di uno che sta lì. Sì, sta a lavorare in un posto… sarà pure scomodo, però è il centro benessere, insomma una spa. Io mi devo preoccupare non di chi sta in un resort, per quanto impaurito dal terremoto, ma il terremoto lo abbiamo sentito tutti, al di là di quello stiamo tutti tranquilli”, prosegue Verzella.

“Se io devo liberare le strade, quindi mi do da fare per quello, il resto non conta niente o conta se c’è un’emergenza all’istante”.

Le macerie del rigopiano. Credits Ansa
Le macerie del rigopiano. Credits Ansa

Sono 7 gli indagati per depistaggio e frode nella tragedia del Rigopiano

La collega De Cesaris non è però da meno, perché in un’intercettazione del 12 dicembre scorso affermava: “Uno che mi telefona sei ore prima della valanga e mi dice ‘abbiamo paura’, e se avete paura state lì belli belli al caldo ed aspettate, qualcosa facciamo”.

Verzella e De Cesaris sono fra i 7 indagati dell’inchiesta bis su Rigopiano per frode in processo penale e depistaggio per aver occultato le segnalazioni ricevute il giorno della tragedia. Le richieste d’aiuto, come la telefonata effettuata dal resort dal cameriere Gabriele D’Angelo, furono prese sottogamba. Ma la valanga che travolse il Rigopiano uccise ben 29 persone. Dopo queste intercettazioni, la posizione dei due indagati non sembra destinata a migliorare.

Soccorsi a Rigopiano
Nella tragedia del 18 gennaio 2017 persero la vita 29 persone (immagine: Ansa)