Per Nasrin Sotoudeh, avvocatessa e attivista iraniana per la difesa dei diritti umani, la situazione si è aggravata ancora. La Corte rivoluzionaria di Teheran ha confermato anche in appello la condanna a 33 anni di carcere e 148 frustate. Come se ciò non bastasse, l'hanno aggiunta ad una precedente condanna del 2016, per un totale di 38 anni e 6 mesi dietro le sbarre. La 55enne Nasrin Sotoudeh era già finita in carcere nel 2010 e rilasciata nel 2013. Nel 2012 il Parlamento Europeo la scelse come vincitrice del prestigioso premio Sakharov per la libertà di pensiero. Intanto, Amnesty International prosegue con il suo appello per liberarla. Sul sito ufficiale dell'associazione, la notizia si chiude così: “Nasrin è una prigioniera di coscienza e deve essere rilasciata immediatamente!”

7 capi d'imputazione, confermata la condanna per Nasrin

Le 7 colpe di cui è accusata vanno dalla propaganda antigovernativa al rifiuto di indossare il velo in pubblico, passando per “l’istigazione alla corruzione e alla prostituzione”. Nasrin si batte con coraggio da anni per i diritti umani e civili, soprattutto quelli delle donne, costantemente violati in Iran. Per questo hanno voluto darle una punizione esemplare. In base all’articolo 134 del Codice penale iraniano, dovrà trascorrere in carcere almeno 12 anni. È infatti previsto che, in caso di più condanne, si sconti la più lunga imposta per la più grave delle imputazioni. Si tratta della più severa condanna giudiziaria ricevuta da un difensore dei diritti umani in Iran negli ultimi anni. La condanna è stata confermata in via definitiva perché l’avvocatessa ha deciso di non fare ricorso contro la sentenza, in quanto ritiene il processo contro di lei ingiusto e irregolare.

Nasrin Sotoudeh, l'attivista iraniana in difesa dei diritti umani condannata a 33 anni di carcere e 148 frustate (Foto ANSA)
Nasrin Sotoudeh, l'attivista iraniana in difesa dei diritti umani condannata a 33 anni di carcere e 148 frustate (Foto ANSA)

Il marito ringrazia il sostegno di Amnesty e di chiunque si batta per la libertà

Nasrin è in carcere dal 13 giugno 2018, in attesa che la visibilità raggiunta internazionalmente dalla sua vicenda serva a ridarle la libertà rubata. Amnesty ha già raccolto decine di migliaia di firme, e diffuso le parole del marito di Nasrin, Reza Khandanm. “Cari amici, attivisti e soci di Amnesty International, tutto ciò che ognuno di voi sta facendo in diversi paesi [...], dalle campagne alle manifestazioni, e le vostre immediate reazioni contro l’atroce condanna che le è stata inflitta hanno suscitato l’attenzione del mondo intero sul caso […]. Grazie a voi Nasrin e la sua crudele condanna sono diventati oggetto di preoccupazione internazionale. Vi ringraziamo per tutti gli sforzi e i sacrifici che state facendo e ci congratuliamo con voi e con i difensori dei diritti umani di tutto il mondo per la solidarietà in favore delle vittime di violazioni”.

Nasrin Sotoudeh e suo marito Reza Khandanm, che ha confermato la condanna definitiva della moglie (Foto: Facebook "Reza Khandanm")
Nasrin Sotoudeh e suo marito Reza Khandanm, che ha confermato la condanna definitiva della moglie (Foto: Facebook "Reza Khandanm")