Elezioni europee, parlamento

Tra il 23 e il 26 maggio 2019 sono chiamati alle urne circa 400 milioni di cittadini per eleggere i loro rappresentanti nel Parlamento europeo. Una tornata elettorale che si preannuncia infuocata, con una contrapposizione tra schieramenti vecchi e nuovi, la probabile avanzata dei partiti sovranisti e l’incertezza causata dalla Brexit. In Italia si voterà domenica 26 maggio: le circoscrizioni saranno 5 (nord-occidentale, nord-orientale, centrale, meridionale e insulare) e sarà possibile esprimere da uno a tre voti di preferenza per candidati compresi nella lista votata.

L’incertezza causata dalla Brexit

Lo scenario che si prospetta è alquanto incerto, soprattutto per il problema legato alla Brexit: i cittadini del Regno Unito saranno comunque chiamati ad eleggere i propri rappresentanti ma, in caso di uscita dall’Europa, dagli attuali 751 europarlamentari si passerebbe a 705, con una parziale ridistribuzione dei seggi dopo le elezioni.

Una situazione che potrebbe avere ripercussioni sull’assetto di un Parlamento europeo già sotto pressione per la spinta dei partiti sovranisti, che mirano a riformare l’Unione dando più potere agli Stati nazionali.

Elezioni europee, parlamento
Il parlamento europeo

Il ruolo dei partiti sovranisti

La Lega del vicepremier Matteo Salvini farà parte del gruppo Europa delle Nazioni e della Libertà (Enf), in cui si annovera anche il Rassemblement national (RN) di Marine Le Pen.

L’obiettivo di Salvini è quello di raggruppare una parte cospicua di europarlamentari, fondendosi con le forze dei Conservatori Ecr, di cui fa parte anche Fratelli d’Italia. Il Movimento 5 Stelle siederà tra le fila del gruppo Europa della Libertà e della Democrazia Diretta (Efdd), insieme al partito per l’Indipendenza del Regno Unito: è proprio qui che gli effetti della Brexit sarebbero più rilevanti, dato che l’uscita degli europarlamentari britannici potrebbe impedire al gruppo di raggiungere i numeri per la sua esistenza nell’emiciclo.

Le proiezioni

I partiti sovranisti cercheranno di scardinare le tradizionali forze in campo, quelle del Partito popolare europeo, di cui fa parte Forza Italia, e di Alleanza progressista dei socialisti e democratici, in cui milita il Partito Democratico. Secondo le ultime proiezioni del Parlamento europeo, i Popolari resterebbero il primo partito con il 24%, Socialisti e Democratici si attesterebbero sul 19,8%, mentre l’Enf dove siede la Lega salirebbe all’8,3% e l’Efdd con il Movimento 5 Stelle andrebbe al 6%.