Cronaca

Pubblicata la lista dei vip che non danno la mancia: i nomi su Facebook

Alcuni rider hanno deciso di utilizzare i social per scrivere pubblicamente chi non dà la mancia, cercando in questo modo di fare leva sulle aziende per poter rivendicare diritti sul lavoro
rider post vip

Pare che, in occasione della festa della Liberazione, alcuni ridere di servizi di consegna a domicilio si siano “liberati” di un grosso sassolino dalla scarpa. Stanchi di trattamenti aziendali che impedirebbero una vita lavorativa accettabile, stufi di non essere ascoltati, hanno messo in piedi una strategia di reazione che sta sconvolgendo il web e non solo.

Pare, infatti, che la pagina Deliverance Milano abbia deciso di sfruttare i dati recepiti nelle consegne ed abbiano pubblicato una black list dei vip che non danno la mancia a fronte di una consegna. Il post è già diventato virale e in migliaia si sono riversati a commentare, chi per biasimare e chi per esprimere solidarietà ai giovani rider.

Liberare i dati per avere diritti

I toni sono chiari e non sono delicati. “Se l’informazione è potere noi rider liberiamo i dati!”, titola il post, che comincia com un monito e al contempo un allarme rivolto ai clienti vip che ordinano cibo con consegna a domicilio: “Ricordatevi sempre una cosa clienti: entriamo nelle vostre case, vi portiamo il cibo e qualsiasi altra cosa vogliate, praticamente a tutte le ore del giorno, siamo in strada sotto la pioggia battente o sotto il sole cocente, senza assicurazione.

Sappiamo tutto di voi. Sappiamo cosa mangiate, dove abitate che abitudini avete. Ciò che gli autori del post vogliono dire è che i dati dei clienti finiscono in mano alle aziende di delivery e che, stando a quanto scritto, questi dati possono essere utilizzati o peggio venduti a terzi.

In lista anche Bonucci e Cannavaro

Dunque, i dati dei clienti in questo caso diventano l’ariete per chiedere più diritti aziendali: “Non possiamo più prescindere dall’avere diritti sindacali, #reddito incondizionato, salario minimo e una previdenza sociale adeguata.

Se vogliamo vivere il nostro futuro occorre anche un upgrade nei diritti!”.

Dopodiché, ecco la lista, che conta al suo interno nomi di grido: i Ferragnez al completo, Mauro Icardi e Wanda Nara, Paolo Cannavaro, Leonardo Bonucci, Platinate, Rocco Hunt e molti altri. Subito dopo viene spiegato chiaramente che se le mance arrivano, di solito arrivano nei quartieri popolari e non in quelli residenziali dove vive il ceto medio-alto. In realtà l’intento non sembrerebbe attaccare direttamente i vip “dalla mancia stretta”, bensì usare questi dati contro le aziende: “Se non volete parlare con noi, confrontarvi con le nostre rappresentanze autonome e i gruppi organizzati che sono in stato di agitazione sindacale permanente, questo è il futuro che vi aspetta: noi produciamo i dati, noi conosciamo i vostri punti deboli e non esiteremo ad usarli contro di voi”.

C’è da chiedersi quanto possa aver funzionato questo metodo: in molti hanno commentato il post sottolineando come in Italia la mancia non sia obbligatoria e che quindi non vada pretesa. Diversi ritengono il post una potenziale zappa sui piedi che potrebbe portare le aziende ad atteggiamenti ancor più severi.

Non mancano però le parole di solidarietà da parte di coloro che sottolineano quanto il lavoro del rider sia poco tutelato e di quanti siano invece i rischi corsi da chi gira con qualsiasi condizione climatica, rischiando incidenti e ferimenti.

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