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L’Australia in guerra contro i gatti randagi: milioni di stermini entro il 2020

L'Australia si è promessa di sterminare 2 milioni di gatti randagi presenti nel continente entro il 2020. Secondo numerosi studi di scienziati ed esperti, i gatti randagi - tra i 2 e i 6 milioni in Australia - rappresenterebbero la principale minaccia per l'estinzione di oltre 120 specie di mammiferi tipicamente australiani
gatto

L‘Australia ha dichiarato guerra ai gatti randagi ufficialmente da 4 anni e il progetto di sterminio – finalizzato, come esplicato dal governo federale, a salvaguardare altre specie animali – continua. Un massacro tuttavia ben accetto dalla popolazione locale all’interno del continente e che continua però a far insorgere il resto del mondo.

La strategia dell’Australia: sterminare 2 milioni di gatti randagi

L’Australia ha seriamente intenzione di uccidere milioni di gatti“, letto così potrebbe sembrare il titolo di un film, di un libro; alle orecchie del vecchio continente sono parole che stridono, difficili da accogliere come notizia, edita invece proprio con questo titolo sulle pagine del New York Times.

Eppure già da 4 anni l’Australia ha dichiarato guerra ai gatti randagi che vivono liberi entro i confini territoriali. Un’azione che continua a protrarsi nel tempo. Quando ai tempi il governo federale decideva di sterminare i felini randagi, le stime non giocavano a loro favore o almeno, quelle diffuse, non potevano considerarsi il frutto di un dettagliato report se non, al massimo, di un conteggio fondato su generose ipotesi.

Uno sterminio in salvaguardia della fauna

Il problema venne proposto alla popolazione parlando di 18 milioni di gatti randagi che avrebbero potuto mettere a rischio altre specie animali, una stima decisamente decimata negli anni. Oggi la guerra è rivolta contro una cifra che è incerta ma che si colloca tra i 2 e i 6 milioni di gatti probabilmente liberi sul continente. Perché? In questi termini, la guerra si profila come un’azione assolutamente necessaria per salvaguardare la fauna. In capo ai gatti randagi ci sarebbe la conseguenza delle azioni degli stessi: la rapidità con cui si riproducono e, soprattutto, la pericolosità che rappresentano per le altre specie animali.

due gatti accovacciati

124 specie a rischio per colpa dei felini randagi

Sarebbero oltre 124 le specie native australiane – alcune sconosciute agli altri continenti – che rischiano di scomparire per sempre a causa della presenza così cospicua di gatti randagi che mette a repentaglio la loro esistenza. E sempre ai gatti randagi viene imputata l’estinzione di altre 22 specie di mammiferi tipicamente australiani, già scomparsi in questi anni come, ad esempio il numbat, il desert bandicoot o il broad-faced potoroo.

La popolazione, messa di fronte alla proliferazione di felini che rischia di cambiare la sorte di centinaia di specie, ha accolto benevolmente la strategia dello sterminio di massa. E che massa: entro il 2020 l’Australia conta di poter uccidere circa 2 milioni di randagi.

I nativi australiani in bilico tra sopravvivenza ed estinzione

Uno sterminio che prevede l’eliminazione tout-court, che ha per responsabili i cittadini stessi, ma anche un progetto di sterminio più ampio come il lancio di salsicce avvelenate da aerei su precise zone territoriale ad alta densità felina.

Best practice feral cat action” si legge nel documento redatto per l’Australian Government dal Department of the Environment and Energy, secondo cui peraltro: “La scienza mostra che i gatti selvatici sono il principale motore di estinzione per i mammiferi australiani. Hanno contribuito all’estinzione di numerosi uccelli, lucertole e rane“. Nel documento inoltre si sottolinea come il gatto, di per sé, non sia una specie originaria dell’Australia ma ivi si trova per importazione dall’estero avvenuta con la Prima Flotta, 11 navi che salparono dall’Inghilterra intorno al 1788.

due gatti

Si legge sempre nel documento che, secondo quanto attestato dall’Action Plan for Australian Mammals nel 2014 – Piano d’azione per i mammiferi australiani – i gatti randagi rappresenterebbero una grande minaccia per le specie di mammiferi nativi del continente. E non riguarda solamente l’ars predatoria ma anche l’alta probabilità che i gatti randagi hanno di trasmettere malattie ad altre specie così come all’uomo, al bestiame. E sempre come si legge nel documento: “Affrontare i gatti selvatici è una delle massime priorità per proteggere la fauna australiana, in particolare i nostri mammiferi“.

Eradicat e 1080, le salsicce avvelenate

Le aree in cui avviene lo sterminio, come detto, sono confinate e lo sforzo, in questi termini, viene chiesto all’intera nazione. L’obiettivo comune è quello di sbarazzarsi di oltre 2 milioni di randagi, debellandoli nella totalità da almeno 5 isole. Sul come, se ne occupa Eradicat: principalmente infatti, lo sterminio avviene attraverso pesticidi (Eradicat è uno di questi) da usare con forti restrizioni. Ma come riportato qualche riga sopra, l’azione più massiccia avviene attraverso il rilascio via aerea di salsicce avvelenate. All’interno di questi composti, un mix di carne di canguro, grasso di pollo, erbe e spezie, si trova soprattutto gastrolobium (1080), un genere di pianta tipicamente australiana che gli animali originari del continente hanno imparato a tollerare diversamente dai gatti randagi, non nativi australiani, e quindi fortemente suscettibili dal composto che provoca loro, una volta entrati in contatto, dapprima incoscienza e poi la morte. Un pesticida dunque naturale ed “etico”, secondo gli esperti, che non mina né fauna né flora tipicamente australiana e invece mortale per la specie felina. Estrapolando concetti dal medesimo documento: “Eradicat e 1080 vengono usati con prudenza e devono essere distribuiti seguendo severi requisiti stabiliti dall’Australian Pesticides and Veterinary Medicines Authority“. Nel Queensland risulta esserci addirittura una taglia per ogni gatto randagio catturato pari a 10 dollari.

Petizioni contro il piano australiano

Indubbiamente, si agitano invece sugli altri continenti, le lotte di associazioni animaliste e ambientaliste in tutela dei felini e dunque contro il provvedimento del governo australiano. Esistono inoltre diverse petizioni lanciate online volte a raccogliere firme per fermare lo sterminio dei randagi australiani, molte di queste attive su change.org come Salviamo i gatti d’Australia dallo sterminio!. E in questa direzione si muovono gli appelli anche di numerose star come Brigitte Bardot e l’ex cantante Morrissey.

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