Cronaca

Torino, respinto il ricorso della professoressa che insultò la Polizia durante un corteo

Il Tribunale di Torino per decisione del Giudice Mauro Mollo ha deciso di respingere il ricorso presentato dalla professoressa Lavinia Flavia Cassaro, l'insegnante che nel 2018 durante un corteo contro l'arrivo di un esponente di Casapound aveva inveito contro la Polizia con parole d'odio e disprezzo
lavinia flavia cassaro mentre urla per le strade di torino

Il Miur nel 2018 aveva deciso di licenziarla e oggi il Giudice Mauro Mollo ha deciso di respingere il ricorso della professoressa Lavinia Flavia Cassaro, l’insegnante che durante un corte a Torino contro l’arrivo di un esponente di Casapound aveva inveito con parole d’odio contro la Polizia che conteneva i manifestanti.

Insulta i poliziotti durante un corteo

Ripercorriamo a ritroso la vicenda che trova il suo principio il 22 febbraio scorso quando, durante un corteo a Torino contro l’arrivo di Simone Di Stefano, candidato di Casapound, una professoressa di scuola elementare- Lavinia Flavia Cassaro – si rivolgeva con parole ingiuriose ai poliziotti che cercavano di contenere i manifestanti.

In tanti ricorderanno le immagini della Cassaro mentre brandiva in aria una bottiglia di vetro davanti agli scudi delle Forze dell’Ordine urlando: “Vigliacchi di mer*a, dovete morire“, e ancora “mi fate schifo“.

Licenziata in tronco dal Miur

Intervistata da Matrix poco dopo quelle immagini riprese dalle telecamere dei telegiornali, la Cassaro aveva ribadito che non si trattava affatto di parole d’impeto ma frutto di una pregressa riflessione: “Certo che ho augurato la morte ai poliziotti.

Perché in questo momento stanno proteggendo il fascismo“, aveva chiosato a Matrix. Nell’occhio del ciclone per quella condotta giudicata ancor più deplorevole data la posizione ricoperta nella società dalla Cassaro, l’insegnante perse il lavoro e venne iscritta nel registro degli indagati per istigazione a delinquere, oltraggio a pubblico ufficiale e minacce. Ad optare per il suo licenziamento in tronco era stato l’Ufficio regionale del Piemonte che le ha contestato la mancanza di “continenza formale” connessa al diritto di critica.

Il Tribunale di Torino respinge il ricorso

Dopo aver presentato il suo ricorso contro il provvedimento dell’Ufficio scolastico regionale del Piemonte per quella che a sua detta era stata una “sproporzionata” sanzione – facendo riferimento al licenziamento – quest’oggi il Giudice del Tribunale di Torino ha deciso di respingerlo. Il Miur, secondo quanto sentenziato dal giudice, non si è espresso sproporzionatamente sulla condotta assunta dalla professoressa. Secondo quanto riportato da La Repubblica, così il giudice Mauro Mollo ha chiosato contro la professoressa tra le motivazioni di sentenza: “I docenti hanno compiti non solo legati all’istruzione dei bambini e dei ragazzi, ma anche educativi.

[…] Per i docenti di scuola primaria, i compiti educativi sono ancora più marcati rispetto ai colleghi degli altri gradi scolastici: hanno a che fare con i bambini che non hanno sviluppato un senso critico e sono quindi portati ad ‘assorbire’ tutto ciò che viene trasmesso loro dall’insegnante, pertanto, un comportamento che violi le regole di civile convivenza e diffonda un senso di disprezzo per lo Stato e i suoi comportamenti, tenuto dalla persona che dovrebbe essere modello di comportamento è ancora più grave“.

Per questi motivi il Giudice ha così confermato il provvedimento preso dal Miur – che aveva licenziato la professoressa Cassaro – respingendo in toto il ricorso.

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