beluga imbracatura

Dimenticatevi gli 007, le valigette con codici nucleari e i documenti top-secret: la nuova frontiera dello spionaggio potrebbero essere i beluga.

Sembra uno scherzo, invece un recente incontro ha portato alla formulazione di un’ipotesi sconcertante: il governo russo potrebbe aver deciso di utilizzare questi intelligenti mammiferi a scopo comunicativo. Di recente, infatti, un beluga è stato trovato da alcuni pescatori norvegesi: oltre a mostrare una peculiare familiarità con gli esseri umani, come se fosse stato addestrato, l’animale aveva una strana imbracatura con su scritto: “Equipaggiamento di San Pietroburgo”. Occhi puntati sul Cremlino, dunque: che gli animali si siano dimostrati agenti segreti più affidabili degli umani?

A cosa serviva l’imbracatura?

La vicenda ha un che di misterioso: il beluga ritrovato si è avvicinato spontaneamente all’imbarcazione dei pescatori: mostrava affinità con gli uomini a bordo, il che presuppone che sia stato cresciuto e allevato da qualcuno che lo ha anche addestrato. Sul dorso aveva legata un’imbracatura che sembrava poter essere allacciata a uno strumento diverso, come un’arma o forse una telecamera. Nel momento dell’incontro non vi era però alcuna strumentazione. Ha però incuriosito la scritta riferita a San Pietroburgo trovata sull’imbracatura: perché i russi dovrebbero munire i loro beluga di imbracatura?

 

La parola all’esperto

In realtà, come riportato da Sputnik News, l’esperto militare russo Viktor Baranets avrebbe confermato che molti Paesi utilizzano animali a scopo scientifico: “Ci sono dozzine di paesi in tutto il mondo che usano gli animali per esplorare il mondo sottomarino. In America, in Spagna, in Francia, in Italia; ovunque, insomma. Ci sono laboratori, istituti di ricerca che, con l’aiuto di attrezzature collegate all’animale marino studiano correnti, ecosistema, fauna, differenze di temperatura e così via”.

L’esperto smentisce inoltre che vi sia la possibilità che l’animale fosse usato a scopo militare: “Non siamo stupidi. Se, con l’aiuto di questo animale, stessimo conducendo una ricognizione, avremmo scritto pure un numero di cellulare al quale chiamare?”.

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(Immagine in alto: Fiskeridirektoratet/Facebook)