killer noemi napoli

Mentre Noemi è ancora in condizioni cliniche critiche e dall’esito incerto, fuori dalle mura della sua stanza d’ospedale si raccolgono amici e parenti e arriva, puntuale come in ognuna di queste tristi occasioni, la passerella dei politici. A poco servono le parole di conforto, però, ad aiutare i genitori della piccola. A parlare, con sconforto e rassegnazione, è il padre Fabio: le sue parole, raccolte da Rep, sono la testimonianza di una situazione di tensione insostenibile e della crescente voglia di allontanarsi da un contesto sociale che viene percepito come pericoloso, ogni giorno di più.

Lo sconforto del padre

Fabio S. ora ha un’unica priorità: la salute di sua figlia Noemi. La piccola è sempre stata, in verità, il primo pensiero di madre e padre: “Io e mia moglie facciamo di tutto pur di non far correre nessun pericolo alla bambina. Si fanno sacrifici. Uno li protegge in tutti i modi. Io la mandi all’asilo privato, la faccio stare sotto una campana di vetro. E poi…”. 

È bastato un attimo a sconvolgere le loro vite: ora, la famiglia sta pensando di andarsene da Napoli, la città che li ha feriti così profondamente.

Fa rabbia, è doloroso, ma io ci sto pensando. Ma c’è un tempo per tutte le cose”.

La sfilata dei politici

In ospedale, all’ospedale Santobono, sono arrivati in sfilata i politici, naturalmente. Roberto Fico, per primo: poi, Matteo Salvini. Al ministro dell’interno, il padre di Noemi ha però manifestato la sua amarezza: “Qui siete venuti tutti, avete portato tanta solidarietà, c’e stato tanto clamore. Ma vedrà che passa qualche mese e qui sparano a qualche altro innocente, cade qualche altro bambino.

Ci vogliono i fatti, ci vuole la sicurezza”.

Matteo Salvini, dal canto suo, pochi giorni fa aveva detto in un’intervista al quotidiano Roma: “Da padre, prima che da rappresentante delle istituzioni, prometto alla famiglia della piccola e a tutti i cittadini che non avrò pace finché i responsabili non saranno arrestati, processati, condannati e sbattuti in galera per il resto dei loro giorni”.