Torino, è straniero e ha la laucemia: per la legge non può richiedere l'unico farmaco in grado di curarlo, l'ospedale lo acquista a suo nome salvandolo


In arrivo un nuovo farmaco della famiglia degli anticorpi monoclonali in grado di curare e prevenire il problema dell’osteoporosi. In aggiunta, anche, una serie di terapie innovative. Così, gli studiosi pensano di poter intervenire su questa patologia, in considerazione di un picco di oltre il 25% di incidenza che ci si aspetta nei prossimi 20 anni.

Un nuovo farmaco per curare l'osteoporosi

In Italia sono oltre 4,5 milioni le persone che soffrono di osteoporosi, con conseguente frattura ossea e complicanze come perdita di autonomia fino ad arrivare a ospedalizzazione e mortalità. Nei prossimi anni, tuttavia, potrebbe esserci una grande attività in merito alla ricerca. Ci aspettano risultati concreti in grado di aggiungersi alle terapie già conosciute. Gli scienziati stanno lavorando ad un nuovo farmaco con il Romosozumab. Questo principio attivo ha lo scopo di inibire l’attività della sclerostina, favorisce l’anticorpo nella formazione ossea e riduce il riassorbimento dell’osso. Il farmaco è già stato approvato negli Stati Uniti e a fine anno potrebbe ottenere il via libera anche in Europa. 

L'importanza di una diagnosi veloce

In aggiunta al farmaco, per riuscire a fare una diagnosi veloce per poter intervenire sulla malattia, gli scienziati hanno messo a punto una nuova tac, dal nome Dexa-Moc, più precisa rispetto alla tradizionale. Secondo gli studiosi, la Dexa- Moc può indicare il rischio dell’insorgenza della malattia entro un lasso di tempo di 25 anni. Nicola Napoli, ricercatore della divisione di Endocrinologia del Policlinico dell’Università Campus Bio- Medico di Roma, ha spiegato a Donna Modernacome con una particolare tac sia possibile misurare la porosità del tessuto osseo delle ossa lunghe e individuare quindi i casi ad alto rischio e verificare i benefici del nuovo farmaco.

I benefici della vitamina D

Resta ancora importante, anche se non esaustivo, il beneficio della vitamina D, soprattutto per dopo i 50 anni. La vitamina D, infatti, aiuta il calcio a fissarsi nelle ossa. È consigliabile dunque l’esposizione alla luce solare di viso, polso e mani per mezz’ora al giorno. Nicola Napoli, sempre a Donna Moderna, ha confermato anche l’importanza dei muscoli che nelle donne in menopausa vanno potenziati per creare un tessuto protettivo ed elastico attorno all’osso.