Animali a chi?

È morta Afrodite, la tartaruga intrappolata in un cerchione di bicicletta

L'animale era stato trovato a Reggio Calabria incastrato nel cerchione di una bicicletta: per due mesi i soccorritori hanno sperato che si riprendesse
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Afrodite non ce l’ha fatta. la tartaruga che era stata soccorsa lo scorso 17 marzo a Reggio Calabria intrappolata in un cerchione di bicicletta è morta dopo mesi in cui si era sperato che recuperasse le sue forze e riuscisse a salvarsi.

La notizia è stata data dal CRTM (Centro di recupero delle tartarughe marine) di Brancaleone.

Era apparsa subito gravissima

Dopo le prime cure ricevute a Bracalone, Afrodite era stata trasferita alla Sea Turtle Clinic (DMV Uniba) ed era in cura con il Professor Di Bello.

Racconta il centro di bracalone: “Lo stesso Prof. Di Bello e la Prof.ssa Delia Franchini al nostro arrivo avevano accolto e preso molto a cuore questo caso disperato e, come noi, si auguravano di poter salvarle almeno una delle due pinne”.

Purtroppo Afrodite è apparsa in condizioni gravissime fin da subito: “Tutti noi del Crtm Brancaleone abbiamo sperato in una, seppur remota, possibilità di salvarla, nonostante le sue condizioni, già critiche da subito, non lasciavano molti margini di positività”.

Una vittima dell’incuria umana

Rimane oggi il grande senso di sconforto per quanto accaduto e soprattutto perché poteva essere evitato: “Questa vicenda ci lascia con un profondo rammarico soprattutto perché la causa di morte di Afrodite è il peso schiacciante dell’incuria umana, è il non-amore verso il nostro Pianeta, è la mancanza di civiltà, di sensibilità, di cultura e di rispetto verso il mare e i suoi abitanti”.

Sempre nel comunicato stampa, si legge: “Ci auguriamo che la vicenda di Afrodite abbia smosso le coscienze delle persone, perché ci troviamo in un’epoca cruciale in cui siamo proprio noi ad avere il potere di decidere le sorti della Terra, e con i nostri comportamenti stiamo compromettendo irrimediabilmente quello che potrebbe esistere nel futuro del nostro pianeta”.

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