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Giletti condannato per diffamazione: cosa aveva detto in diretta tv

Massimo Giletti e la Rai sono stati condannati per aver diffamato la famiglia Campanella, estranea all'omonimo clan mafioso. Ripercorrendo a ritroso la vicenda, ecco quali furono le parole che il conduttore pronunciò di fronte a milioni di telespettatori
mezzo busto di massimo giletti

A distanza di 3 anni, Massimo Giletti e la Rai sono stati condannati per diffamazione e costretti a risarcire la famiglia di un operaio di Pioppo. L’episodio è avvenuto 3 anni fa in una puntata de L’Arena”.

Il conduttore aveva invitato alcuni operai della forestale di Pioppo che in passato avevano riportato condanne. Durante il dibattito, aveva dichiarato che la famiglia di Giuseppe Campanella era legata a quella omonima che operava nel territorio attorno a Monreale. Una dichiarazione non veritiera perché erano tutti incensurati e non avevano alcun legame con il clan mafioso.

La due famiglie Campanella

La gaffe di Giletti parte da lontano.

Giuseppe Campanella aveva scontato la sua pena per favoreggiamento. Non esisteva però alcun legame con quei “Campanella” che imperversavano nel Sud Italia con attività illecite.

Falso. Si trattava di un semplice caso di omonimia. La famiglia di Giuseppe Campanella non ebbe mai alcun legame con l’omonima famiglia mafiosa. I familiari dell’operaio decisero quindi di presentare un esposto alla Procura Della Repubblica di Roma corredato dai loro certificati penali che ne confermavano la totale estraneità.

A nulla valsero le scuse in diretta di Giletti, che tentò di rettificare le sue dichiarazioni e si scusò personalmente nei confronti della famiglia tirata ingiustamente in ballo per attività che non avevano nulla a che fare con loro.

Il grave danno di immagine

La famiglia Campanella riuscì a dimostrare che la dichiarazione di Giletti aveva esposto la famiglia a un grave danno di immagine impossibile da accettare. Essere associati a un clan mafioso ne aveva compromesso duramente la reputazione, con l’aggravante che l’accusa infondata era arrivata in un programma televisivo pubblico e nazionale seguito da milioni di persone.

I familiari di Giuseppe hanno dovuto attendere 3 anni per vedersi riconosciuta la diffamazione a mezzo stampa e ottenere un risarcimento di 55 mila euro e di tutte le spese legali sostenute.

Giuseppe Campanella e l’accusa di Giletti

Dopo la trasmissione, Giuseppe Campanella aveva rilasciato un’intervista a seguito della puntata de L’Arena e aveva condannato senza se e senza ma le parole di Giletti, accuse infamanti e assolutamente infondate.

Ai microfoni raccontò che per colpa di una patente smarrita era stato arrestato e processato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Scontata la pena, iniziò a lavorare con la Forestale.

Nessun legame con il clan mafioso dei Campanella, né da parte sua né da parte della sua famiglia. Solo la voglia di lasciarsi il passato alle spalle e il tentativo di riappropriarsi della propria dignità.

*immagine in alto: Massimo Giletti a Non è l’Arena (frame)

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