Cronaca

Autovelox, multato per eccesso di velocità ma è in carcere: alla guida un poliziotto

Disavventura inaspettata per un 31enne di Roncade, che si è visto recapitare una multa per eccesso di velocità in tangenziale durante la reclusione. Era stato arrestato poche ore prima e la sua auto era sotto sequestro. Chi guidava il veicolo pizzicato dall’autovelox? Sarebbe un poliziotto che portava il mezzo in questura
un autovelox

Riceve una multa per eccesso di velocità in tangenziale, ma non è possibile che sia l’autore dell’infrazione. Il motivo? Proprio negli istanti in cui viene rilevata l’irregolarità con l’autovelox, lui è in arresto. Come se non bastasse, la sua auto è sottoposta a fermo. Chi era al volante del veicolo? Secondo quanto ricostruito, il conducente del mezzo sarebbe un poliziotto. Il caso a Roncade, provincia di Treviso.

Beccato dall’autovelox, ma guida un agente

Lo sgomento del protagonista di questa storia, che arriva dal Trevigiano, è comprensibile.

In stato di arresto con l’accusa di traffico di sostanze stupefacenti, la sua macchina sotto sequestro e un autovelox che registra il passaggio in tangenziale a tutto gas. C’è qualcosa che non torna al destinatario della multa per eccesso di velocità, un 31enne di Roncade sanzionato nell’ottobre 2017 dalla Polizia locale di Treviso.

Come avrebbe potuto guidare se si trovava in carcere? A suo carico un’ordinanza di custodia cautelare eseguita poche ore prima, dopo essere stato trovato in possesso di 81 grammi di marijuana stipati sotto il sedile dell’auto.

In sede di perquisizione domiciliare, secondo quanto riporta Il Gazzettino, gli inquirenti avrebbero trovato oltre un chilo di droga.

Per questi motivi, è finito in manette e la vettura è stata sequestrata. In quelle ore, però, la targa è stata immortalata dall’autovelox. Alla guida ci sarebbe stato un poliziotto che stava portando il veicolo in questura.

La scoperta della multa

Il 31enne, che ha finito di scontare la pena a 2 anni di carcere pochi mesi fa, non ha ricevuto la notifica della contravvenzione perché all’epoca era detenuto. Una raccomandata di cui ignorava l’esistenza, sino alla scarcerazione.

Tornato a casa, avrebbe trovato la comunicazione della Polizia locale in cui si contesta la mancata indicazione tempestiva dell’identità del conducente al momento dell’infrazione. Il proprietario dell’auto avrebbe dovuto informare le autorità entro i 30 giorni successivi alla notifica della multa. Per portare avanti le sue ragioni, ha nominato un legale e avanzato richiesta di annullamento in autotutela dei provvedimenti.

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