matteo salvini primo piano

Dal Viminale sono giunti toni meno assoluti sul tema cannabis, quantomeno rispetto alle dichiarazioni fatte da Matteo Salvini due sere fa.

Il ministro dell’interno aveva infatti parlato di una guerra totale nei confronti dei cannabis shop, sollevando polemiche sia da parte del Ministro della salute Giulia Grillo sia dalla parte gialla del governo. D’altronde, era dal ministro dell’interno che era arrivato il guanto di sfida, con la dichiarazione  di essere disposto a provocare una crisi di governo pur di non arretrare sulla questione cannabis.

Controlli a tappeto nei cannabis shop

Il ministro dell’interno ha tenuto una conferenza stampa insieme al ministro Fontana, ieri, in cui ha annunciato i nuovi provvedimenti che il ministero intende prendere dopo aver raccolto informazioni ed esperienze dai rappresentanti delle comunità terapeutiche nel settore delle tossicodipendenze.

Il comunicato stampa del Viminale chiarisce come si tratterebbe di un’ “emergenza nazionale devastante”. A quanto pare, il piano è quello di un progetto che coinvolga tutto il territorio nazionale: “Da domani partiranno controlli a tappeto nei negozi che vendono prodotti derivati dalla cannabis e sarà rifinanziato, con 4 milioni di euro, il progetto Scuole sicure per impedire le attività di spaccio nei pressi degli istituti scolastici”.

Ci si propone anche un nuovo sviluppo dell’attività sulle politiche antidroga: “Per questo, hanno annunciato i ministri, ripartirà anche l’attività della Conferenza nazionale per le politiche antidroga che non si riuniva dal 2009”.

No alla chiusura sommaria dei negozi

C’è, però, un dettaglio fondamentale: non si parla, per ora, di chiusura delle attività. Altre fonti riportano infatti che ci si propone “puntuale ricognizione di tutti gli esercizi e le rivendite presenti sul territorio, in condivisione con le Amministrazioni comunali ed attraverso il concorso dei rispettivi Comandi di Polizia locale e degli Sportelli deputati al rilascio delle necessarie autorizzazioni amministrative”.

D’altronde, Matteo Salvini sembrava l’unico a combattere in modo tanto forte la battaglia contro la cannabis, nel governo. Il Presidente Conte si era dissociato, dichiarando: “Ho un’agenda con un’ordine del giorno molto fitto, questo non è all’ordine del giorno”. Di Maio, dal canto suo, aveva replicato sul tema dicendo che ovviamente le attività illegali sarebbero state da chiudere ma “Il tema è che oltre a fare questo lo pregherei anche di chiudere le piazze di spaccio della camorra e della mafia, perché quando ci sono piazze di spaccio poi ci vanno di mezzo bimbe di tre anni come accaduto a Napoli”.