guerriere in scena evidenza


Se una diagnosi di cancro è sempre, di per sé, traumatica, il percorso che deve intraprendere una donna con il tumore al seno lo sarà ancora di più.

Oltre alla paura che la malattia infligge al malato, oltre alla sofferenza delle terapie, entra il gioco un altro terrificante fattore: lo sgomento davanti alla perdita della propria femminilità. L’amputazione del seno e la perdita dei capelli spesso provocano un fortissimo shock delle donne malate, che si sentono perse e private del loro corpo: per aiutarle, la Lilt (Lega italiana per la Lotta contro i Tumori) sostiene progetti di assistenza fisica e psicologica alle donne malate.

Uno di questi progetti è stato Guerriere in Scena: a Vercelli è stata organizzata una sfilata di modelle (malate o ex malate di tumore) che hanno indossato i vestiti colorati di Raptus & Rose, per portare in scena una vera e propria rivincita nei confronti della malattia.

Guerriere armate di copricapi floreali

Il luogo della battaglia è stato il Teatro civico di Vercelli. Le armi sono stati i copricapi, i vestiti e le esplosioni cromatiche di Raptus & Rose. La battaglia al cancro ha avuto luogo l’11 aprile, ma gli strascichi della vittoria sono ancora evidenti: l’entusiasmo per l’evento è stato grande e il successo è arrivato in maniera così dirompente che le immagini di quella serata torneranno ad incantare i vercellesi e non solo loro. Le bellissime modelle sono state ritratte da Chiara Galliano e potranno essere ammirate in un video (che verrà pubblicato a giorni) e in una mostra fotografica che avrà luogo a ottobre.

guerriere in scena foto di gruppo
Un'immagine della sfilata (foto di Chiara Galliano, per gentile concessione di Lilt)

The Social Post ha intervistato Loretta Caliman, dottoressa in pensione e membro di Lilt, che ci ha raccontato quanto sia stato importante questo progetto per mostrare un’altra faccia del tumore al seno.

La perdita della propria identità

“Le donne che affrontano il tumore della mammella si vedono defraudate della figura femminile, ci racconta la dottoressa Caliman: si riferisce al seno che viene a mancare, ma anche ai capelli che cadono, alle sopracciglia che spariscono. “il volto perde la sua fisionomia”, spiega: "È vero che la parrucca dà qualcosa, ma quando mancano le sopracciglia viene a mancare anche la mimica, in un certo senso”.

L’adesione al progetto è stata sorprendente: "Io ero convinta che sarebbe stato difficile raccogliere 50 donne: invece ci siamo ritrovati a dover dire di no a tantissime di queste persone: le abbiamo raccolte davvero in fretta e tutte sono state entusiaste!". il legame tra queste donne è ancora saldo, come spiega la dottoressa Caliman: è stata aperta una chat tra le donne del progetto e chiunque voglia farne parte, per sfilare o per avere assistenza, potrà farlo. "Abbiamo deciso di creare un fondo esclusivamente dedicato alle donne malate di tumore della mammella e vogliamo fare da ora in avanti tanti progetti apposta per loro", ha spiegato la dottoressa.

A contribuire al successo del progetto è stato anche lo stile della stilista di Raptus & Rose, Silvia Bisconti, che usa molto i colori e crea copricapi che danno gioia agli occhi, cosa che ha aiutato le donne che hanno partecipato: “con questa sfilata hanno recuperato proprio quella sensazione di benessere, di bellezza, di serenità e si sono sentite più forti”. parlando dei vestiti del marchio e della sua stilista (che ha sua volta ha vissuto l’incubo della malattia), Loretta Caliamo ha parlato di “bellezza liberata” e di “capi adatti alle persone normali”.

guerriere in scena sfilata
Foto di Chiara Galliano-per gentile concessione di Lilt

Il progetto Guerriere in scena non finisce qui: fra due anni, Lilt ha intenzione di riportarlo in vita con una sfilata nella piazza di Vercelli, e in Veneto è l’associazione san Bassiano Onlus che per prima nel 2016 ha dato vita a una sfilata di questo tipo e continua a riproporla, visti i risultati eccezionali. Uno scacco matto alla malattia, che aiuta ed è importante quanto il fondamentale sviluppo e progresso nelle ricerche medico-scientifiche.

(Immagine in alto: Foto di Chiara Galliano-per gentile concessione di Lilt)