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Brutta novità per Riccardo Casamassima, il carabiniere che nel 2016 è divenuto testimone chiave nel caso Cucchi. Pare infatti che l’appuntato sia stato raggiunto insieme ad altre 4 persone (tra cui la sua compagna, Maria Rosati) da un rinvio a giudizio con l’accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio.

L’avvocato dell’appuntato ha però già precisato che a casa dell’appuntato e della compagna non è mai stato trovato alcun quantitativo di droga. 

Il legale smentisce possesso e spaccio

È il Pm Giuseppe Bianco che ha convalidato il rinvio a giudizio per Casamassima ed altre 4 persone. Il capo d’imputazione è scritto a chiare lettere: “in concorso tra loro, detenevano nella loro casa a Roma quantitativi non determinati di sostanza stupefacente di tipo cocaina”.

Totalmente differente la versione data sia da Casamassima che dalla sua compagna. L’avvocato Serena Gasperini, come riportato da Il Fatto Quotidiano, ha dichiarato. "Ma nessuna sostanza stupefacente è stata trovata nella casa di Riccardo Casamassima o della sua compagna. La perquisizione domiciliare del 2014 ebbe esito negativo. Questo rinvio a giudizio è un attacco strategico e un’intimidazione per screditare Casamassima, teste chiave al processo Cucchi".

Casamassima: "Tentativi per delegittimarmi"

Casamassima ha invece commentato. "Non è la prima volta che vengono fatti dei tentativi per delegittimarmi.  Mi aspettavo mi potessero fare qualcosa, certo non mi aspettavo una cosa del genere. In queste ore stanno dando delle informazioni totalmente false e sbagliate".

Casamassima ha anche raccontato della perquisizione del 2014: “Mi è stata fatta una perquisizione nel 2014 a casa, dalla squadra mobile, dal reparto operativo dei Carabinieri, inerente uno dei procedimenti penali a mio carico che non c’entrano niente con la droga. Non mi è stata trovata droga né elementi riconducibili allo spaccio”.

La prima udienza di questo processo è prevista per il prossimo 21 maggio. Proprio in quella data, inoltre, ci sarà il procedimento di costituzione in parte civile nel processo per depistaggio ai vertici dell’arma (e ai carabinieri altrettanto coinvolti).

Proprio oggi, peraltro, è giunta la notizia dell'ok del ministro Trenta alla costituzione di parte civile da parte dell'Arma dei carabinieri.