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La difesa ha parlato nel processo contro Innocent Oseghale per l’omicidio di Pamela Mastropietro. C’è già forte polemica per le richieste avanzate dai legali del nigeriano: la difesa avrebbe infatti rimandato al mittente le accuse di stupro e omicidio, chiedendo l’assoluzione piena per il loro assistito.

Gli avvocati Umberto Granenti e Simone Matraxia ieri in udienza hanno parlato chiaro: non basta il corpo di Pamela, deprezzato e infilato in due trolley, sul quale è stato prelevato il Dna di Oseghale. Non bastano tutti i dati emersi dalle indagini, i rilevamenti nella mansarda di Macerata, le testimonianze di Desmond Lucky e Lucky Awelima, conoscenti dell’accusato.

Non riconosciuti omicidio e stupro

Per la difesa del nigeriano unico accusato di violenza, omicidio, depezzamento e occultamento di cadavere, Oseghale andrebbe assolto da tutele accuse. Le sentenze non si emettono per compiacere il popolo né per compiacere i mass media”, ha dichiarato l’avvocato Matraxia.

La difesa non è d’accordo con il parlare di “omicidio” e chiedono che il delitto sia derubricato come “morte in conseguenza di altro delitto”. Per la violenza sessuale chiedono che non venga considerata come effettiva, sostenendo che “riteniamo che non sussista l’ipotesi della violenza sessuale e, laddove dovesse essere ritenuta non sussistente, la pena potrebbe arrivare a 30 anni e non l’ergastolo”.

La sentenza il prossimo 29 maggio

La difesa puntualizza oltretutto che per quanto riguarda i reati di vilipendio, distruzione e occultamento di cadavere al loro assistito andrebbe dato il minimo della pena. Oseghale non avrebbe ucciso, non avrebbe violentato: avrebbe solo depezzato e nascosto il cadavere.

Il prossimo 29 maggio ci sarà una nuova udienza, con probabile emanazione della sentenza.