I genitori di Eleonora le negarono la chemio, curandola con un metodo alternativo. La ragazza morì. Il tribunale di Padova li ha condannati: "Avevano il dovere di proteggerla" (Immagine di repertorio)

La notte del 13 agosto 2005, la “Banda del ferro da stiro” mise a segno una rapina tra Nichelino e Moncalieri, in Piemonte. La violenza che i tre criminali della banda usarono sulle loro vittime, i coniugi Tuninetti, ricorda le famose scene del film Arancia Meccanica. Ma quella volta, purtroppo, fu tutto reale. Imbavagliarono e legarono Tuninetti ad una sedia, in modo che assistesse impotente alle torture sulla moglie. I rapinatori infatti usarono un ferro da stiro per ustionare la donna e farsi rivelare il codice di apertura di una cassaforte che, in quella casa, non esisteva. Da ciò deriva il nome affibbiato alla banda criminale.

I tre vennero condannati, ma uno di loro, il minorenne Dumitru Marin Magdici, fuggì prima della sentenza. Oggi, grazie a un cavillo giuridico, è libero di tornare in Italia senza più essere ricercato e perseguibile per legge.

La banda fu condannata, ma il minorenne Dumitru fuggì prima della sentenza

Non trovando la cassaforte inesistente, i tre criminali della banda romena fuggirono dall’abitazione dei coniugi Tuninetti con due cellulari, 1000 euro e una fede nuziale. Poco tempo dopo i carabinieri di Torino e Moncalieri li misero in manette, trovando a casa del neomaggiorenne Dumitru Marin Magdici il bottino di altre rapine commesse dopo il passaggio alla maggiore età.

Il Tribunale ordinario lo condannò quindi a 5 anni di reclusione per quegli altri reati. Restò dietro le sbarre fino al marzo del 2007, quando il suo avvocato riuscì ad ottenere l’indulto per il giovane (tre anni in meno) e la scarcerazione anticipata. Ma il processo per la rapina di Moncalieri, commessa da minorenne, non si era ancora concluso. Tuttavia, prima che il Tribunale dei minori emettesse la sentenza, Dumitru Marin Magdici si dileguò, tornando probabilmente in Romania.

La Banda del ferro da stiro deve il nome alle torture che hanno utilizzato (Immagine di repertorio)
La Banda del ferro da stiro deve il nome alle torture che hanno utilizzato (Immagine di repertorio)

Grazie ad una legge è libero senza aver mai scontato la pena

Oggi, passati ormai 12 anni, Dumitru Marin Magdici ha richiesto tramite il suo legale l’applicazione dell’ex articolo 172 del nostro Codice penale.

L’abilità dell’avvocato di Magdici, Antonio Genovese, ha permesso di trovare una scappatoia giuridica per il giovane rapinatore. Secondo l’articolo 172, utilizzato di rado ma pur sempre legittimo, la pena si estingue quando son passati almeno il doppio degli anni della condanna (4 anni e 6 mesi). Dal 13 maggio 2019, dunque, Dumitru Marin Magdici non è più ricercato. Può quindi tornare in Italia da uomo libero, senza aver passato un solo minuto in carcere per la violenta rapina con la “Banda del ferro da stiro” del 13 agosto 2005.

La banda criminale ha agito in modo simile a quella del famoso film (Foto "Arancia Meccanica")
La banda criminale ha agito in modo simile a quella del famoso film (Foto “Arancia Meccanica”)