Il duro attacco di Gregorio De Falco al ministro Matteo Salvini

Lo sbarco di ieri sera, che ha concesso a 47 migranti di scendere dalla Sea Watch 3 a Lampedusa, ha fatto infuriare il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Il quale, ha accusato il M5S di aver dato l’autorizzazione a procedere. Non solo. Ha anche minacciato di voler denunciare i magistrati che hanno ordinato il sequestro della nave per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In questa querelle, si è inserito a gamba tesa il senatore Gregorio De Falco.

Il nuovo scontro sui migranti

La procura di Agrigento ha ordinato ieri il sequestro della Sea Watch 3. In tarda serata a Lampedusa, sono sbarcati i 47 migranti che vi si trovavano a bordo.

Questo ha fatto arrabbiare il ministro Salvini, che se l’è presa dapprima con il M5S, poi con i pm agrigentini che hanno firmato il decreto di sequestro probatorio della nave. Dal ministero dell’Interno è arrivata una dichiarazione, sotto forma di domanda, molto forte: “La difesa dei confini deve essere una decisione della politica, espressione della volontà popolare, o di magistrati e Ong straniere?“. Un altro quesito di Salvini è stato, velatamente, rivolto agli esponenti del Movimento: “Chi è che li ha autorizzati a sbarcare? Io no, non ho autorizzato niente, deve essere qualcun altro.

Qualcuno quell’ordine lo avrà dato. Questo qualcuno ne deve rispondere”. Mentre, riguardo i magistrati, Salvini, ha detto di volerli denunciare per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Il senatore Gregorio de Falco, ex M5S. Fonte: Gregorio de Falco/Facebook
Il senatore Gregorio De Falco, ex M5S. Fonte: Gregorio de Falco/Facebook

De Falco e le parole precedenti allo sbarco

In tutta questa polemica, si inserisce il duro attacco del senatore Gregorio De Falco, ex M5S. Sia su Facebook che su Twitter, De Falco si è sempre dichiarato a favore dei migranti. E anche questa volta non si è lasciato sfuggire l’occasione per dimostrare la propria solidarietà, e per andare contro il ministro dell’Interno. Il 18 maggio, il senatore ha scritto su Facebook: “I porti sono e restano aperti.

Sea Watch e le altre ONG salvano vite umane, strappando i naufraghi al mare. Quelle navi non possono essere considerate ‘ostili’. Le direttive del Ministero dell’Interno contrastano con il diritto, creano contraddittorietà nell’ordinamento e devono essere disapplicate“. Il post continuava con accuse rivolte anche al ministro Toninelli: “In tutto questo, fa specie il silenzio di Toninelli, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, amministrazione cui viene indebitamente sottratta la competenza sui porti che sono e restano aperti“. 

L'ultimo provocatorio post di Gregorio de Falco, rivolto al ministro Salvini. Fonte: Gregorio de Falco/Twitter
L’ultimo provocatorio post di Gregorio De Falco, rivolto al ministro Salvini. Fonte: Gregorio de Falco/Twitter

I post al vetriolo

Poco dopo lo sbarco, De Falco ha scritto altri post: “La missione umanitaria della Sea Watch è finalmente compiuta. I Cristiani si distinguono dal loro agire concreto, non dalle parole“. E ancora: “I confini marittimi dello Stato sono presidiati dalla Marina Militare, dalla Guardia Costiera e dalle Forze dell’ordine, in ossequio alle leggi ed ai regolamenti vigenti. Eventuali ipotesi di reato sono perseguite sotto il coordinamento della magistratura. In Italia, non è consentito al politico di inventarsi una soluzione estemporanea, nemmeno se si tratta di un importante ministro, almeno non finché non sarà stato sovvertito lo Stato di diritto“. Ma quello più provocatorio, che ha alzato un polverone sul senatore, è stato pubblicato circa 7 ore fa: “Se qualche ministro si sente Giudice, almeno provi prima a superare il concorso!“.