sea watch

Matteo Salvini è furioso da ieri sera per quanto accaduto alla nave Sea Watch 3, da 3 giorni al porto di Lampedusa. la guardia di Finanza, nella giornata di ieri, ha infatti sequestrato l’imbarcazione ed ha fatto sbarcare i 47 migranti che si trovavano a bordo. Ora Salvini vuole sapere chi ha dato l’ordine al sequestro e allo sbarco, in barba alle sue perentorie parole di qualche tempo fa: “Fino a quando sono ministro io quella nave in un porto italiano non entra e non sbarca nessuno”.

Le accuse velate al M5S

L’indiziato numero uno è il MoVimento 5 Stelle. Non è stato semplice per matteo Salvini assistere allo sbarco in diretta, dagli studi di La7 in cui si trovava come ospite. Se non è stato lui, allora sarà stato il M5S? Le sue parole sono chiare: “Chi è che li ha autorizzati a sbarcare? Io no, non ho autorizzato niente, deve essere qualcun altro. Io sorrido ma è grave. Perché siamo un Paese sovrano con leggi, regole, una storia e nessuna associazione privata se ne può disinteressare. Qualcuno quell’ordine lo avrà dato. Questo qualcuno ne deve rispondere”.

Luigi Di Maio risponde dal salotto Rai

Luigi Di malo si sente preso immediatamente in causa e, A Che temo che Fa, dichiara. “Non accetto che il ministro dell’Interno dice che se stanno sbarcando dalla Sea Watch è perché i ministri 5 Stelle hanno aperto i porti. La nave è stata sequestrata dalla magistratura. Il sequestro, per legge, portava automaticamente allo sbarco delle persone a bordo. Semplice iter della normativa, nessun sotterfugio politico.

Il decreto sicurezza-bis

il fatto avviene a distanza di pochi giorni dall’annunci odi alcune delle modifiche di legge che sarebbero previste nel decreto sicurezza-bis. In particolare, hanno fatto scalpore alcune di queste: in primis con il DS-Bis Salvini si auto-attribuisce le competenze sul divieto di transito di navi che vengono ritenute non sicure sull’ordine pubblico. Ritenuta ancora più forte la modifica prevista in merito al salvataggio di migranti in mare, contenuta nell’articolo 1. L’articolo prevede una multa salta (tra i 3500 e i 5500 a chi “nello svolgimento di operazioni di soccorso in acque internazionali, non rispetta gli obblighi previste dalle Convenzioni internazionali”. Ciò comprende dunque le ONG che salvano i migranti in mare.