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È arrivata la fine del bonus di 80 euro. La misura era stata introdotta nel 2014 per poi essere resa stabile l’anno successivo. L’annuncio è stato fatto dal ministro dell’Economia Tria ieri ad Agorà.

L’annuncio di Tria

Secondo Tria, “nell’ambito di una riforma fiscale gli 80 euro vengono riassorbiti. Tecnicamente è stata una decisione sbagliata, risultano come spese e non come un prelievo. Inoltre tecnicamente è stato un provvedimento fatto male“. Stando ai dati dell’Ufficio parlamentare di bilancio, il bonus Renzi ha un valore di 9 miliardi ed è in cima alle “spese fiscali”, che portano un ammanco per lo Stato di 46 miliardi di euro.

Gli 80 euro vanno a chi guadagna tra gli 8 mila e i 26.600 euro all’anno

La flat tax

Intanto si è parlato anche di flat tax, tema molto discusso prima di arrivare al governo. Secondo il ministro “si può fare facendo delle scelte conseguenti dal lato della spesa. Bisogna vedere come viene fatta e e quale sia il percorso per fare questa riforma fiscale ma è chiaro che non potrà essere fatta tutta insieme.

Bisognerà studiare tecnicamente un disegno che sia sostenibile e efficiente e poi la decisione sulla flat tax dipende da altre decisioni correlate: la legge di Bilancio e la politica economica devono essere un tutt’uno coerente. Non si fanno a pezzi“. Secondo il ministro, nella seconda parte dell’anno, si potrebbe avere una ripresa più forte, ma tutto dipenderà da quanto riusciremo a creare fiducia negli investitori e nei risparmiatori.

Più imposte dirette e meno Irpef

Stando a quanto spiegato da Tria, la soluzione sarebbe quelle di più imposte dirette e meno Irpef aggiungendo che “è una mia posizione scientifica ed è un’opinione che riguarda la composizione del prelievo: non ha nulla a che vedere con l’ammontare delle tasse.

La risoluzione da una parte chiede di evitare l’aumento dell’Iva dall’altro di mantenere gli obiettivi specificati nel Def. Nella legge di bilancio si dovrà vedere come trovare coperture alternative all’Iva per finanziare tutti i nostri programmi. Questo ha deciso il Parlamento e questo il governo e a questo il mio ministero sta lavorando. Tutto il resto sono chiacchiere“.