corsia ospedale

Non ci sarà nessun processo d’appello per gli 11 imputati per le morti avvenute a Castellaneta nel 2007. In quell’anno, all’ospedale della città, nel reparto di terapia intensiva venne somministrato dell’anestetico anziché dell’ossigeno ad 8 pazienti, morti per l’intossicazione. il problema, a quanto pare, era stato causato da uno scambio di tubi.

Il processo non avverrà perché sono scaduti i termini ed i reati sono andati in prescrizione.

Anestetico al posto dell’ossigeno

Nel 2007, nel reparto UTIC dell’ospedale di Castellaneta (ovvero in terapia intensiva). Alcuni pazienti, 8 per la precisione, dovettero essere messi sotto ossigeno: qualcosa andò però storto e le macchine somministrarono grandi quantità di protossido di azoto, un anestetico che li ha indotti alla morte.

In primo grado furono imputati i cardiologi del reparto, gli infermieri, i tecnici, gli imprenditori e i progettisti che si occuparono dell’installazione delle macchine e i direttori dei lavori. Alla fine la sentenza condannò a pene tra i 2 e i 6 anni tutti meno i medici e gli infermieri, perché quest’ultimi non potevano sapere del problema di somministrazione ed aveva agito correttamente.

Decretato il non luogo a procedere

Tutti gli altri imputati erano stati invece condannati per pene come l’omicidio colposo plurimo, falso ideologico, violazione amministrativa e frode nelle pubbliche forniture. Nel processo si erano costituite parte civile anche l’ASL, la Regione Puglia e l’associazione Cittadinanzattiva.

I condannati in primo grado avevano chiesto processo d’appello ma i reati sono caduti in prescrizione ed è stato decretato il non luogo a procedere.