voto elettorale

A pochi giorni dal voto per le elezioni europee, è emerso un caso che sta dando molto da discutere. Diverse donne residenti all’estero hanno infatti ricevuto la nuova tessera elettorale ed hanno scoperto che, accanto al loro cognome, era stato inserito quello del marito.

Peccato, però, che non ci fosse stata alcuna richiesta di permesso da parte del Viminale per l’aggiunta di questo dato, che starebbe creando problemi di ordine pratico (il nome risulta diverso rispetto ai documenti d’identità) e di ordine etico: perché dover assumere un doppio cognome senza aver dato la propria approvazione? Ad aver denunciato la questione sono solo donne, che hanno chiesto spiegazioni direttamente al Viminale.

la vicenda è stata ripresa da Open.

La denuncia da parte di un’italiana a Bruxelles

A far conoscere il caso è stata Maria Palladino, italiana residente a Bruxelles che per denunciare il fatto si è rivolta ai social. Cercando di capire se si fosse trattato di un errore, ha infatti scritto su Facebook: “Buonasera amiche sposate e aventi diritto al voto. Avete ricevuto anche voi il certificato elettorale in cui il vostro cognome é associato a quello di vostro marito?”. In molte hanno confermato sulla sua bacheca di aver notato la stessa cosa.

Non solo: anche molte donne separate hanno trovato il cognome dell’ex marito accanto al loro. Maria Palladino ha deciso dunque di rivolgersi al ministro dell’interno e al Viminale.

La sorella Michela, anch’essa residente all’estero, ha ricevuto una tessera elettorale nuova con il cognome di suo marito accanto al suo. A lei l’ambasciata italiana avrebbe risposto che era una pratica prevista per queste elezioni: “Buongiorno, nessun cambio di cognome è stato effettuato e lei resta con il suo nome, solo che per queste elezioni il ministero degli Interni ha stampato anche il nome dei coniugi sui certificati elettorali”.

Cosa dice la legge?

Alcune persone, sotto i post di Maria Palladino, hanno risposto di avere il cognome del marito sulla tessera elettorale da tempo In Italia. In effetti, la legge 120 del 1999 prevede che “per le donne coniugate il cognome può essere seguito da quello del marito”. Si tratta, però, di una decisione facoltativa e che parte dall’individuo. A ciò va aggiunto il fatto che, nel 1997, il Consiglio di Stato si espresse con il parere 1746 in cui si legge che “ai fini dell’identificazione della persona vale esclusivamente il cognome da nubile”.

Si attendono maggiori ragguagli da parte del Ministero dell’Interno sul perché avrebbe preso un provvedimento di questo tipo senza annunciarlo precedentemente.

(immagine in alto: Steven Fruitsmaak/Wikinews(dimensioni modificate)