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La terza sezione civile della Cassazione con l’ordinanza 14382/19, pubblicata il 27 maggio, ha reso definitiva la condanna inflitta ad un uomo che dovrà pagare quasi 67mila euro di risarcimento alla figlia, dopo essere stato un padre assente per 40 anni.

Padre assente

Un uomo aveva riconosciuto la figlia, ma poi, per 40 anni, non si era occupato di lei, né economicamente né economicamente. Era stato lui stesso, pare, a definirsi un padre assente. La Suprema Corte ha tenuto a specificare che l’uomo non è accusato di “avere negato alla figlia il sostegno economico da lei richiesto al fine di proseguire gli studi universitari ma, in linea più generale, di non avere correttamente adempiuto ai propri obblighi di mantenimento, istruzione ed educazione della stessa.

Il che ha determinato difficoltà di vario genere nella serenità personale della ragazza e, complessivamente, nello sviluppo della sua personalità, tra le cui ulteriori conseguenze vi è stata anche quella della sua scelta di una anticipata interruzione degli studi“. La ragazza sarebbe poi stata costretta ad interrompere gli studi, cosa che le avrebbe impedito alcuni importanti sbocchi professionali.

La difesa dell’uomo e la condanna

Il padre della ragazza si sarebbe giustificato asserendo di non essere a conoscenza dei problemi, e che avrebbe dovuto metterlo a conoscenza la madre della giovane delle difficoltà. “La responsabilità e gli obblighi derivanti dal rapporto di filiazione (tra cui quello di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli) gravano su entrambi i genitori, non certo solo su quello convivente e, tanto meno, addirittura, solo su quello più ‘attivamente’ presente“, hanno replicato i giudici. L’uomo è stato condannato a pagare un risarcimento.