Fermo immagine e foto di Paolo Bellini

Sono passati 27 anni da quando Paolo Bellini, ex ‘Primula nera’ di Avanguardia Nazionale, è stato prosciolto dalle accuse in merito alla strage di Bologna del 2 agosto 1980. Oggi 66enne, è nuovamente indagato dopo la richiesta di revoca avanzata dalla Procura generale. Un fotogramma di un video amatoriale dell’epoca potrebbe riscrivere il perimetro delle sue responsabilità su una delle pagine più cruente della cronaca italiana.

Paolo Bellini nuovamente indagato

Nuovo varco d’indagine sulla strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980, dove morirono 85 persone e oltre 200 rimasero ferite.

C’è un nome che si riaffaccia prepotentemente nell’inchiesta, ed è quello di Paolo Bellini. L’ex ‘Primula nera’ di Avanguardia Nazionale oggi ha 66 anni ed è nuovamente indagato, dopo la revoca del proscioglimento datato 28 aprile 1992.

Tra gli elementi di interesse investigativo a suo carico, un fotogramma di un filmino amatoriale Super 8 in cui si vedrebbe un soggetto con una “spiccata somiglianza”. Si tratta di un dettaglio che fa da colonna portante al nuovo filone d’indagine, estrapolato dal video che fu girato da un cittadino tedesco prima e dopo l’esplosione.

Quell’uomo è davvero Paolo Bellini?

Il gip Francesco Zavaglia ha revocato la sentenza che lo aveva estromesso dal fuoco dell’inchiesta per mancanza di riscontri, verdetto arrivato nonostante un alibi traballante e forti sospetti sulla sua presenza nei pressi della stazione.

Adesso si apre un nuovo scenario, grazie all’analisi di quell’immagine con le attuali tecnologie. L’attenzione su questa pista era stata già richiamata dai legali delle famiglie delle vittime, che nei mesi scorsi avevano depositato una rielaborazione del filmato in questione. Si vedrebbe un uomo i cui tratti sarebbero particolarmente somiglianti a quelli dell’indagato (capelli ricci e baffi), la cui presenza sulla scena del crimine era stata inizialmente indicata da due testimoni ma mai provata.

La Procura generale aveva avocato a sé il fascicolo sui mandanti dell’attentato, e sul caso Bellini ora si apre la possibilità di una perizia antropometrica.

Il profilo dell’ex ‘Primula nera’

Quello di Paolo Bellini è un profilo carico di sospetti, secondo l’accusa elemento cardinale nell’architettura della strage del 1980. Noto alle cronache come ‘Primula nera’ per via di numerosi arresti mancati per un soffio, per lungo tempo si sarebbe fatto chiamare Roberto Da Silva.

Era l’era brasiliana dell’ex militante di Avanguardia Nazionale, reo confesso di alcuni omicidi tra cui quello di Alceste Campanile (esponente di Lotta Continua).

Lo spettro della sua impronta aleggia anche intorno ai sanguinosi capitoli delle stragi di Firenze, Roma e Milano, come in un domino dell’orrore di cui si fatica a trovare il primo tassello. Il suo ruolo non è stato mai messo a fuoco completamente in merito ai fatti di Bologna, ma un’immagine potrebbe dipingere un’altra storia.

Il secondo elemento verso la nuova indagine

Oltre al fotogramma di quel video dell’epoca, c’è un altro elemento su cui la Procura generale ha deciso di condensare gli sforzi in ottica di una nuova indagine su Bellini.

Si tratta di un dettaglio particolarmente ‘suggestivo’, emerso in una intercettazione ambientale datata 1966.

In quel file audio, l’ex capo di Ordine Nuovo Carlo Maria Maggi, parlando a un parente, faceva riferimento a un misterioso ‘aviere‘ a cui sarebbe stato affidato il compito di portare la bomba sul luogo della strage (la cui matrice, a suo dire, sarebbe stata riconducibile alla banda Fioravanti).

Il nesso che colloca Bellini al centro di una presunta responsabilità nel massacro di Bologna è la sua passione per il volo.

L’ex Primula nera, infatti, era noto per questo e aveva anche conseguito il brevetto di pilota.