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Dario Bordoni è stato scagionato. È stato scagionato dalle accuse uno dei 4 ragazzi italiani fermati a Cadice dopo la rissa che ha mandato un ragazzo spagnolo in ospedale. Per lui, la strada potrebbe ancora essere ardua: Dario sta infatti ricevendo minacce da parte di chi difende il giovane spagnolo e per giorni il suo profilo, ora non più visibile, è stato preso di mira da haters e persone che lo insultavano.

Dario Bordoni rimarrà sicuramente segnato da questa esperienza, ma non ha alcuna intenzione di lasciare Cadice: ha 3 esami da dare fra 20 giorni e si deve preparare.

Dal punto di vista giudiziario il Giudice che ha esaminato il suo caso lo ha considerato meritevole di rilascio, e per i suoi gesti ha parlato di “legittima difesa”.

Le tensioni nate dentro il locale

Dario ha raccontato la sua versione dei fatti a Il Corriere della Sera. A quanto pare la rissa è arrivata solo in seguito a una prima tensione nata dentro il locale, sorta perché i ragazzi italiani avrebbero cercato di difendere due ragazze che gli spagnoli avrebbero avvicinato in modo poco garbato.

Nel video diffuso dai media, che dura 35 secondi, vediamo solo “una parte della storia”: si vede il ragazzo spagnolo litigare in mezzo ad altri giovani, poi Dario Bordoni (in nero) tirargli un pugno e poi, quando è a terra, Emilio Di Puorto tirargli il calcio che lo manderà in ospedale. Dario Bordoni, al Corsera, riporta il racconto più di una vittima che di un gratuito carnefice: “Un attimo prima di entrare in scena in quel filmato le stavo prendendo da 6-7 ragazzi spagnoli tutti assieme.

Calci in pancia e una botta in testa che mi ha stordito. Non ho difeso soltanto me stesso ma anche i miei amici, e lo hanno detto al giudice tutti i testimoni sentiti”.

Le parole per il ragazzo ferito

Nessuna giustificazione, invece, per il calcio sferrato dall’amico a una persona per giunta inerme, già a terra: Mi dissocio da quel gesto perché una cosa così non si può fare nemmeno in un momento di rabbia come quello”. 

Per quanto riguarda il ragazzo spagnolo attualmente ferito, le indagini avrebbero dimostrato che il giovane sarebbe già stato coinvolto in passato in altri casi e pochi giorni prima era stato scarcerato per un altro caso di aggressione.

Di lui, Dario dice: “Questo non giustifica niente, ma certo se lo avessi davanti mi piacerebbe dirgli che in discoteca si va per divertirsi, non per attaccare briga. Dopodiché gli direi anche che mi dispiace molto per quello che è successo, sono mortificato, spero che si riprenda in fretta ed esca presto dall’ospedale”.

Ora, i suoi pensieri vanno ai suoi genitori (che lo rivorrebbero in Italia), agli esami da dare e all’Erasmus da concludere. La vicenda della rissa, almeno per Dario, che pare essersi chiusa positivamente.